di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – L’eterno ragazzino di Monghidoro fa impazzire il Palacalafiore. Gianni Morandi per oltre due ore, live organizzato dalla EsseEmmeMusica di Maurizio Senese, travolge il palazzetto reggino con un vasto repertorio inserito nel suo tour dedicato all’album “D’amore d’autore”.
Una vera forza della natura che si destreggia nell’interpretare intramontabili successi passati e brani dell’ultra – moderno Tommaso Paradiso dei “Thegiornalisti” a quelli di Paolo Conte o del maestro Ivano Fossati.
Passano gli anni ma Gianni ci tiene a raccontare a modo suo l’amore utilizzando le parole e le note dei più illustri colleghi cantautori e, con quella grinta innata, viaggia senza troppe distinzioni all’interno di quel vastissimo contenitore della musica pop.
Corre su e giù per il palco, cerca il contatto con il suo pubblico, si cambia d’abito mantenendo sempre quell’eleganza e la luminosità di un grande artista famoso ma rimasto con i piedi ben saldi a terra. Sempre impeccabile e chic anche negli atteggiamenti con i suoi coristi ai quali dà molto spazio interagendo con loro in numerosi brani.
Si respira la complicità tra l’artista e la sua band composta da giovani musicisti provenienti dall’area emiliana e questo feeling si rafforza durante i duetti con le sue coriste.
E’ uno show senza esclusione di emozioni: Morandi non si risparmia sul palco, ripercorre le tappe fondamentali dei suoi sessanta anni di carriera da “Occhi di ragazza” a “Scende la pioggia”, “La fisarmonica”, “Non son degno di te”, “Uno su mille ce la fa” e presentando con lo stesso entusiasmo degli esordi, i suoi brani più recenti, come “Dobbiamo fare luce” e “Una vita che ti sogno”, primi due estratti dal suo ultimo lavoro discografico.
Gianni racconta e si racconta sul palco e lo fa con naturalezza come se fosse a chiacchierare tra amici. Fantastico il medley a tema anni ’60: “Andavo a cento all’ora“, “Se puoi uscire una domenica sola con me”, “Fatti mandare dalla mamma“, “Ritornerò in ginocchio da te”.
Tra i giochi di luce che si adattano al mood dei pezzi, il concerto non è altro che una continua festa fatta di tanta buona musica e simpatici aneddoti. Anche prima di salire sul palco, Gianni scambia qualche battuta con i suoi fans, si concede a foto e autografi, ricorda quando venne negli anni ’60 a Reggio Calabria nell’incantevole teatro “Cilea”. Un ragazzino al quale non mancava il coraggio, lo stesso che ritroviamo oggi nella scelta di una scaletta molto “audace” che, a dispetto della sua età (73 anni compiuti alla fine dello scorso anno), mostra di essere ancora un eterno fanciullo che non vuole la bolla di tranquillità del solo revival ma che, anzi, vuole continuamente mettersi alla prova con giovani artisti, nuova musica o con i social media.
E’ un vero spettacolo da sabato sera quello offerto da Gianni Morandi, un artista ancora in forma dal punto di vista vocale e raramente in difficoltà nel corso dell’intera esibizione. Il concerto sta per terminare e ancora una volta, Gianni si avvicina ai bordi del palco per abracciare idealmente il suo pubblico, per ringraziare “Reggio, una città bella, che merita di sognare, di vivere questa eterna bellezza naturale che non potete gettare più via”.










