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    Antonello Costa

    Reggio Calabria – Antonello Costa conquista con il suo esilarante “Mastercost”

    di Grazia Candido (foto Aldo Antonio Fiorenza) – Una varietà di offerta comica. Un divertente e originale show che abbina la comicità alla cucina, dove il magnetico Antonello Costa, ben coadiuvato da un esilarante Gianpiero Perone nei panni di un singolare chef francese, riesce a creare un ristorante “sui generis” caratterizzato da gustosi piatti, antipasti, primi, secondi e succulenti dolci. “Mastercost”, ieri sera al teatro “Francesco Cilea”, show inserito all’interno della kermesse artistica dell’Officina dell’Arte, conquista, piace e fa conoscere al pubblico reggino, un artista poliedrico, abile a comporre e ad arrangiare canzoni dirigendo alla perfezione la sua compagnia. Il siciliano doc, Antonello Costa ha davvero un talento raffinato, complesso, unico che piace al pubblico e, nel tempo, si è conquistato meritatamente un posto nel panorama del mondo dello spettacolo italiano. Capire il completo significato della vita è compito dell’attore; interpretarla il suo problema; esprimerla la sua missione. E l’attore Costa ci riesce benissimo schermando la paura del palco con un’ironia a volte pungente a volte disarmante. All’interno del suo ristorante, lo chef-Perone, perennemente “fissato” con la moglie (“prima la vedevo come un tesoro ora è un baule” ….. “mia moglie ha un fisico della Madonna ma il viso di San Giuseppe”) offre un ricco menu composto da sketch, battute, gag, parodie, macchiette, canzoni e, ovviamente balletti, ideati e realizzati dalla soubrette e coreografa Annalisa Costa ed eseguiti dal corpo di ballo composto dalle ballerine Agata Moschini, Marika Galli, Alessia Di Maio. Una telefonata annuncia l’inizio di “Mastercost” e una voce dice di spegnere il telefono perché da ora in poi, non si può perdere nemmeno un secondo dell’incredibile show. E’ un ristorante dove piace stimolare la vista e il gusto e lo fa benissimo Antonello in piena forma che presenta alcuni dei suoi personaggi più famosi, quali il Karacose, l’esaurito Sergio “calmo, rilassato, ohhhhh”, sempre con qualche problema e il cantautore Raffaello Piombo, il cugino calabrese di Tiziano Ferro. Costa in pochi minuti si cambia di abito, mette le sue “maschere” ed esegue “Io, mammete e tu”, con la sorella Annalisa e le ballerine a ritmo di tip-tap e, poi, con ‘O suspiro” di Renato Carosone, cerca di coinvolgere due spettatori che, ad un suo segnale devono gridare, a tempo, rispettivamente, “Ah, sì na bontà” e poi, ”Ma chi è?”. Il “Cilea” diventa per qualche ora, un ristorante proiettato al futuro ma che pensa sempre al passato e che trova il suo punto più alto con la scenetta tipica dell’avanspettacolo, un genere per nulla dimenticato. Lo sketch, basato sull’equivoco, è magistralmente interpretato da Perone e Costa: quest’ultimo, convinto di trovarsi nello studio di un andrologo, instaura una conversazione con un altro cliente, ricca di doppi sensi, a volte anche piccanti, perché in realtà si tratta di un centro d’assistenza per riparazione di cellulari. Gli spettatori ridono, all’inizio hanno pure timore di applaudire straordinari talenti ma, alla fine, si lasciano trascinare da quel vortice di sana comicità con il Principe Cacca personaggio di punta di Gianpiero Perone e l’uomo di marca di Antonello. La “cena” sta per concludersi e spetta al “Magic Dance”, che rappresenta il dolce, ovvero un omaggio alla musica dagli anni ’50 al 2000, caratterizzato da scintillanti effetti di luce e da un veloce cambio di splendidi costumi da parte delle ballerine, di Annalisa Costa e dello stesso Antonello a far chiudere il sipario. Ma Antonello non può lasciare Reggio Calabria senza aver fatto un altro dono e per il finale presenta l’anteprima del nuovo sketch “Un uomo di musica” che farà parte del prossimo spettacolo con 111 nomi di cantanti italiani. Il pubblico è piacevolmente sorpreso e soddisfatto di aver trascorso due ore con un artista che ha regalato un sogno a persone che non conosce, che non ha mai incontrato e con le quali ha voluto condividere la sua passione. Gli applausi riconoscono il giusto merito ad un team che ha “risvegliato” una città spenta e arrabbiata, una città che vuole rinascere e vivere il suo teatro. E a quella città, Costa prima di spegnere le luci urla: “Ci vediamo la prossima stagione e non è una minaccia ma una promessa”.