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    Reggio Calabria – Uno straordinario Pino Insegno emoziona il teatro “Cilea”

    di Grazia Candido (foto Aldo Antonio Fiorenza) – Riuscire a descrivere uno spettacolo dove all’interno c’è tanto studio ma anche una forte dose di ironia e astuzia nel costruire i passaggi più salienti per ripercorrere i mitici anni ’60, ’70 e ’80 quando il cinema e la tv erano gestiti da personaggi che hanno segnato con film e programmi indimenticabili la vita di tantissimi italiani, non è assolutamente semplice. Ma l’attore romano Pino Insegno ci riesce benissimo e anche ieri sera al teatro “Francesco Cilea” con le sue “58 sfumature… di Pino”, show inserito all’interno della kermesse dell’Officina dell’Arte, registra uno straordinario successo lasciando al suo pubblico tantissimi sorrisi e un pizzico di dolce nostalgia. Accompagnato dal gruppo I Baraonna e dall’eccezionale comico Federico Perrotta che entra dalla platea per annunciare il grande maestro abile, ancora una volta a dare una lezione al teatro e a raccontare la sua carriera artistica partendo dal doppiaggio porno sino ad arrivare ai grandi film.
    Con la sua voce, Pino doppia tantissimi attori come lo statunitense Will Ferrell, Robert De Niro, Viggo Mortensen nel ruolo di Aragorn nella trilogia de “Il Signore degli Anelli” a Brad Pitt a Denzel Washington in “American Gangster”, a cantanti e cartoni animati. Un primo passo per poi arrivare alla televisione con le sue prime partecipazioni a “Fuga dal Bronx” e “In punta di piedi” per la regia di Giampiero Mele. Il pubblico ride perché in quel racconto ci sono indimenticabili sketch ma anche tanta fatica di un giovane che con le proprie forze, cerca di entrare in quella officina artistica che ha garantito l’alto livello culturale della nostra televisione, del cinema e della musica. Pino accompagnato in questo viaggio da un poliedrico Federico Perrotta, grande presenza scenica, possente nelle varie interpretazioni, ricostruisce in quel voluto gioco il cinema oggi visto dai ragazzi su Youtube, Instagram e Twitter non celando la tristezza di “vedere straordinarie pellicole ridotte a pochi minuti sul web”.
    “Io amo il cinema – dice Pino – è profondo, fa sognare. Ricordo ancora quando mamma e papà mi portavano a vedere un film. L’emozione, la voglia di stare insieme ai propri cari, di condividere momenti di vita reale in una sala cinematografica e non dietro un pc o un telefonino. La vita non è solo tecnologia, la vita è sensazione, passione, unione di pensieri e anime”.
    Il cambiamento si avverte e sono le stesse pellicole alcune di queste registrano successi stratosferici come il best-seller erotico “50 sfumature di grigio” (film che ha ottenuto incassi record in tutto il mondo dopo il primo weekend di programmazione, raggiungendo la cifra di 311 milioni di dollari in otto giorni, di cui 8,5 milioni di Euro in Italia) sul quale Pino ironizza e gioca alla fine con la sua “spalla amica”, il suo alter ego, Federico Perrotta.
    La vera forza dello spettacolo è l’unione di una coppia ben salda, “Insegno-Perrotta” che si interroga sulle nuove trasmissioni, sulle nuove fiction che la tv propina ai telespettatori di oggi, sui film, sui cantanti che hanno attraversato quel passato. Un momento per rivivere quegli anni d’oro attraverso i personaggi, ma anche noi stessi e riscoprire il piacere di un’arte che va rivalutata e aiutata a sopravvivere.
    Insegno è un “mattatore” in scena, la domina con maestria, lasciando spazio anche a chi lo affianca in questo viaggio caratterizzato dal sound de I Baraonna che, con la loro voce, dopo l’omaggio a Mia Martini con “Minuetto”, hanno conquistato anche gli spettatori più esigenti, confermandosi come una delle band più poliedriche della scena italiana. Il viaggio in quel cinema e televisione del passato, dove si riusciva ancora a insegnare qualcosa, sta per volgere al termine. Il pubblico è letteralmente sospeso in quella magia ricreata da grandi artisti che hanno saputo in quasi due ore di spettacolo, portare in scena un mondo che sembra così lontano da quello di oggi, in cui la qualità era preferita alla quantità e da cui era ancora possibile trarre insegnamenti.
    Pino non vuole però lasciare la sua Reggio Calabria con tristezza e si cimenta nella sua ultima fatica con un racconto fatto di “dissolvenze e stacchi” per far capire che “la nostra vita non sarà mai un film” ma allo stesso tempo, ognuno di noi può riempire quel vuoto con una memoria attiva e critica. L’esuberante “ballerino” Perrotta si prende la scena e, in un minuto e mezzo, si cimenta con le sue simpatiche coreografie, in brani che hanno caratterizzato la danza dal 1970 ad oggi. L’ondata di applausi e una meritata standing-ovation chiude sulle note “The show must go on” de I Baraonna una serata che rimarca un presente iper tecnologizzato caratterizzato però da memorie nostalgiche indimenticabili e da artisti che hanno ancora tanto da scrivere e raccontare.
    Pino Insegno- Federico Perrotta