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    Federico Perrotta attore

    Reggio Calabria – Federico Perrotta pronto con Insegno a “stregare” il Cilea

    di Grazia Candido –  Reggio Calabria lo ha conosciuto l’anno scorso insieme al suo “guru” Pino Insegno ed è stato amore a prima vista. La sua spontaneità, la battuta sempre pronta e l’aspetto pulito del ragazzo della porta accanto, hanno lasciato il segno nel cuore dei reggini. L’attore  abruzzese Federico Perrotta torna al teatro “Francesco Cilea” il 13 Gennaio insieme al “cavallo di razza” Insegno con lo show “58 sfumature di Pino”. L’eclettico showman originario di Chieti Scalo, ci svela qualche chicca prima del grande debutto sviscerando il suo “profondo amore per il teatro e la lotta a mantenere in vita i professionisti e le risorse dei territori il cui sviluppo è fondamentale per la nostra economia e la nostra tradizione”.

    Ritorna in riva allo Stretto insieme al maestro Insegno per siglare un altro sold-out. Pur essendo giovane è già un artista “a tutto tondo”.

    “Tutto tondo sicuramente vista la mia fisicità, sull’artista deve dirlo il pubblico. Ho iniziato con l’accademia di Claudio e Pino Insegno e ritrovarmi sul palco condividendo la scena con un grande artista come Pino, è meraviglioso. Tutto nasce nel novembre 2002 quando entrai in Accademia  e, finita nel maggio 2005, ho continuato a collaborare con la ditta Insegno. Sono passato dal rapporto “allievo-maestro” a come dice Pino, veri colleghi.  Questo se lo possono permettere in pochi”.

    Ha la fortuna di lavorare con una colonna del teatro, della tv, un attore che si mette in gioco e allo stesso tempo, fa giocare nelle sue avventure anche tanti giovani talenti. E oggi, sappiamo che non è facile riuscire a fare l’attore.

    “Essendo abruzzese, ho avuto la possibilità di potermi trasferire a Roma senza grosse difficoltà e finite le lezioni, rimanevo alle prove, facevo l’assistente, restavo nelle retrovie a carpire i segreti. Dietro le quinte si impara tantissimo sino a quando, un giorno, c’è bisogno di una sostituzione e se sei simpatico, cogli il pezzo, ti danno una possibilità. Certo, devi meritartelo lo spazio”.

    Lo show  “58 sfumature di Pino”, secondo lei,  ha punti di forza o qualche debolezza da migliorare?

    “L’unico punto debole dello spettacolo è che forse, dovremmo replicarlo di più ma a causa dei numerosissimi impegni di Pino, non riusciamo a farlo. Al di là di questo, non ci sono punti deboli anzi c’è un’incredibile energia, un affiatamento costruito negli anni, la  spontanea generosità sul palco di Pino, l’emozione del racconto. Chiunque si potrà riconoscere nel viaggio che faremo perchè si narrano gli inizi, i sogni, le ambizioni di un giovane Insegno che ripercorre la sua vita sino ad oggi. E poi, si parla dei nuovi media, di come è cambiata la visione della comunicazione, dal cinema a youtube ad instagram alla mancata condivisione con la famiglia nel vedere per esempio, un film tutti insieme. Con l’avvento della tecnologia, non c’è più complicità, unione, andiamo avanti ugualmente ma perdiamo qualcosa di importante. Pino Insegno racconta proprio come siano cambiati i tempi”.

    E’ emozionato?

    “Assolutamente sì ma, allo stesso tempo, sono sicuro di ciò che andremo a fare. “58 sfumature di Pino è uno spettacolo nuovo e, dopo la prima a Dicembre a Roma, Reggio Calabria è ufficialmente il vero debutto extra romano. Con voi, testeremo lo spettacolo e sono certo che rimarrete soddisfatti”.

    Stiamo attraversando una grave crisi economica ormai da anni e i giovani stanno scappando via perché non possono fare il proprio mestiere in questo Paese. Cosa ne pensa?

    “Vorrei dire in primis agli amministratori di Reggio e della Calabria, ma è una richiesta che estendo a chi governa il nostro Paese, di dimenticare a fare sempre accordi politici e rinunciare a cose perché dietro c’è una diplomatio politica che ti porta a prendere delle determinate decisioni. Il teatro può essere un’impresa e l’Officina dell’Arte lo dimostra perché, senza nessun tipo di contributo, va avanti con fatica grazie anche alle belle persone che la supportano. Credo che in futuro, riusciremo ad instaurare una collaborazione con l’attore Piromalli, sarebbe un peccato perdere una bella mente come la sua. Il teatro può essere una risorsa se c’è la buona volontà delle istituzioni di aiutare, di assecondare le compagnie e assecondare non vuol dire dover per forza finanziare in toto ma mettere in condizioni l’impresa di essere tale. Impresa è una parola veramente difficile e se non fosse così, si sarebbe chiamata “cosa facile”. L’Italia è un Paese che deve puntare, almeno una parte della sua mission, nella cultura, nel turismo, nell’intrattenimento. Siamo maestri, lo siamo stati in passato e dobbiamo tornare ad essere protagonisti . Certo, ognuno deve fare il suo altrimenti non andremo da nessuna parte”.