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    prima classificata Facce da Bronzi 2018

    “Facce da Bronzi” strega il Cilea. Elena De Curtis: “Mio nonno ha riunito l’Italia”

    di Grazia Candido (foto Aldo Fiorenza) – “La vera miseria è la falsa nobiltà” e Totò sapeva bene che non c’è peggior copione che quello di una vita priva di felicità e contaminata di apparenze.
    Al teatro “Cilea” ieri sera, il Gran Galà del Festival nazionale del cabaret “Facce da Bronzi”, V edizione winter per omaggiare il principe della risata Antonio De Curtis, ha regalato al pubblico due ore di ricordi, emozioni e tante risate. L’evento organizzato dall’associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte” con il patrocinio del Comune di Reggio Calabria, della Città metropolitana di Reggio Calabria e dell’associazione Antonio De Curtis in arte Totò (inserito negli “eventi di rilievo regionale e nazionale” della Regione Calabria – Azione 1 – Annualità 2017 – PAC 2014 -2020), ha visto sul palco della massima culla dell’arte reggina sei brillanti comici provenienti dalle varie regioni d’Italia. Sotto l’attenta conduzione del duo comico “I non ti regoli” (Giuseppe Mazzacuva e Giuseppe Scorza) affiancati dal corpo di ballo “Le divine” e la precisa direzione artistica di Alessio Tagliento, noto autore della trasmissione “Zelig” e dello staff autoriale del programma di Giorgio Panariello “Panariello sotto l’albero”, i sei cabarettisti si sono sfidati a colpi di battute strappando tanti sorrisi a grandi e bambini.
    Anche quest’anno, il festival “Facce da Bronzi” ha sposato la campagna dell’Unicef “Bambini in pericolo” e per l’occasione è stato assegnato proprio dalla giuria di bambini il premio “Un sorriso per l’Unicef” al comico Roberto De Marchi. Emozionata ma particolarmente felice di “vedere una città, Reggio Calabria che, nonostante siano passati tantissimi anni, porta ancora nel cuore un artista che ha saputo unire Nord e Sud”, è la nipote Elena Anticoli De Curtis, figlia di Liliana, che ha consegnato il premio “Totò, il principe della risata” alla comica ragusana Mariuccia Cannata in arte Pipitonella alla quale è andato anche il premio del pubblico.
    Sono saliti sul podio, al secondo posto il catanzarese Piero Procopio che porta a casa pure il premio della critica mentre al terzo, il casertano Michele Ventriglia. Bravissimi tutti i cabarettisti (il milanese Roberto De Marchi, il comico reggino Aldo Zumbo in arte Jo Kattolo, il genovese Gianluca Macrì) che hanno partecipato al festival omaggiando egregiamente l’attore napoletano Antonio De Curtis.
    Strepitose e divertentissime le incursioni dei comici di “Zelig” Vincenzo Albano, Claudio Batta e Max Pisu alle prese con i loro personaggi “surreali”.
    “Mio nonno era drogato dal pubblico, dalla sua arte e lui stesso diceva sempre che non si può essere un attore comico senza aver fatto una guerra con la vita” – lo ricorda così la nipote Elena dopo aver visto un estratto della “Preghiera del clown”.
    Il pubblico resta in religioso silenzio alle parole accorate di Totò quando parla alla sua generazione e a quelle future: “Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura. C’è tanta gente che si diverte a far piangere l’umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri”.
    “In questa poesia – postilla Elena Anticoli De Curtis – c’è l’anima profonda di un uomo che ha sofferto molto, di un uomo che avrebbe dato la sua vita per il teatro, per l’arte. Il teatro è stato il suo più grande amore e qui dentro, riusciva ad avere un filtro incredibile con il pubblico. Mio nonno ha riunito tutta l’Italia, da Nord al Sud, Miseria e Nobiltà e lo ha fatto anticipando in un certo senso i tempi. Sono molto felice di aver patrocinato questo evento, di aver conosciuto una realtà come l’associazione “Calabria dietro le quinte” e sono certa che, se ci fosse stato stasera, nonno avrebbe spronato questi ragazzi ad andare avanti, a non fermarsi perché la cultura non può morire”.
    Gli applausi segnano una grande serata che ha ripercorso una parte della storia italiana scritta da un grande uomo che ha saputo creare un linguaggio semplice ma diretto rompendo tutti gli schemi semantici. La lingua di Totò non era solo popolare ma ironica-aristocratica. Con la sua maschera che andava oltre l’ironia, è riuscito ad unire il popolare e il nobiliare, parti integranti di quella “livella” che è la filosofia del quotidiano.
    Il festival “Facce da Bronzi” continua nelle città di Milano, Napoli e Roma e l’11 Febbraio si ferma al teatro “Grandinetti” di Lamezia Terme dove parteciperanno i comici che avranno superato le selezioni del concorso e ospiti televisivi del panorama nazionale.
    Per informazioni sul programma: www.festivalfaccedabronzi.it e sulla pagina facebook del festival.
    vincitori Festival Facce da Bronzi 2018
    Vincenzo Albano - Zelig
    Claudio Batta - Zelig
    Max Pisu - Zelig