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    Reggio Calabria – Cdx, Anci restart: “Quando il vincitore è amico degli amici”

    “L’ultima triste novella che arriva da Palazzo San Giorgio è l’offesa alle competenze professionali e umane degli operatori del settore del privato sociale che lavorano tra innumerevoli difficoltà nel nostro territorio, all’indomani dell’approvazione con delibera di Giunta del progetto finanziato dall’Associazione nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) denominato RESTART relativo alle politiche giovanili da implementare nel complesso quartiere di Arghillà”.
    Lo affermano in una nota stampa i consiglieri Lucio Dattola (Gruppo Misto), Giuseppe D’Ascoli (Forza Italia), Pasquale Imbalzano (A.P.), Luigi Dattola (Forza Italia), Antonio Pizzimenti (Forza Italia), Massimo Ripepi (Fratelli d’Italia), Mary Caracciolo (Forza Italia).
    “In questo, come in altri casi che questa opposizione ha contestato nel corso della consiliatura, viene fuori uno spaccato cupo e torbido nel senso dell’ inopportunità delle scelte amministrative che il vertice di Palazzo San Giorgio adotta in sfregio alle regole”.
    E’ quanto afferma l’opposizione di Centrodestra al Comune di Reggio Calabria dopo l’audizione della dirigente del Settore Politiche Giovanili dott.ssa Carmela Stracuzza nel corso della riunione dello scorso 28 novembre della Commissione consiliare Controllo e Garanzia che ha discusso del provvedimento.
    “Infatti, se con delibera di Giunta Municipale n. 164 del 24 luglio 2017 il Comune di Reggio aderiva all’avviso pubblico dell’ANCI denominato “Restart”, nel breve volgere di qualche giorno non soltanto lo stesso provvedeva a indire procedura ad evidenza pubblica per la selezione delle proposte progettuali dei sodalizi presenti sul territorio, ma addirittura in data 23 agosto 2017 (meno di 30 giorni dall’adesione e con un tempismo da record) individuava (soltanto per puro caso?) i partners progettuali nelle associazioni AZIMUT alta formazione in rete (capofila) assieme alla cooperativa sociale Collina del Sole e il consorzio Macramè Trame Solidali nelle terre del Sole, il rappresentante legale di quest’ultima è una vecchia conoscenza politica del Comune di Reggio, già Assessore alle politiche sociali al tempo delle Giunte Falcomatà senior.
    Sostanzialmente, confezionando un avviso pubblico con termine limitato a soli 10 giorni per la presentazione dei progetti, decorrente tra gli scorsi 31 luglio-10 agosto, e cosi impedendo a tante altre associazioni la possibilità di predisporre validi progetti, magari meritevoli, per la repressione dei fenomeni criminalità giovanile nel complesso quartiere di Arghillà”.
    “Poiché non esistono scelte amministrative opportune per gli attuali inquilini di Palazzo San Giorgio, con delibera di Giunta Municipale n. 208 del 29 settembre 2017 si è dato seguito a questa discutibile selezione, confermando atto di impegno economico a favore di questi sodalizi così individuati con il progetto “Araba Fenice” pari a oltre 237.000,00 Euro, di cui oltre 48.000,00 Euro a carico dell’ente.
    Eppure la celerità con cui il progetto è stato adottato si scontra con i dati reali.
    Ossia con le proroghe che tuttavia ANCI ha concesso alle Città metropolitane posticipando la possibilità di presentare gli elaborati, ai fini dell’ammissibilità, dal 15 settembre al 30 settembre scorso, tanto più che altre Città metropolitane, basti citare l’esempio di Bari, hanno, invece, concesso tempi molto più lunghi (oltre 40 giorni proroghe annesse) alle associazioni del proprio territorio per presentare proposte progettuali, garantendo ampia visibilità, pubblicità e trasparenza.
    Anche in questa vicenda, l’Amministrazione Comunale agisce in maniera falsamente trasparente e ben si comprende come nell’indizione di procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento a terzi di risorse pubbliche, elude le regole per finalità elettoralistiche, garantendo mance e prebende agli amici degli amici secondo una concezione proprietaria della cosa pubblica.
    Poiché nutriamo seri dubbi sul fatto che l’esito di questo bando sia frutto della casualità, vi è il dovere dell’immediata revoca di queste delibere perché insensate sotto il profilo dell’opportunità e della correttezza amministrativa, con l’obbligo di scuse alla Città sempre più mortificata dalle disuguaglianze a cui da fondo un’ Amministrazione oramai lontana dai sentimenti benevoli dei cittadini”.