In relazione alla gravissima situazione esistente presso le strutture psichiatriche nell’ASP 5, il comitato di parenti di persone con importanti problematiche psichiatriche ricoverate presso la “Comunità Alloggio C” scrive una letttera indirizzata al Prefetto , al Sindaco e ad altre autorità.
Il “ Comitato parenti” degli ospiti della Comunità Alloggio C è stato costituito ai fini di tutelare i propri cari, i cui diritti sempre più vengono lesi da un modus operandi scellerato da parte dei soggetti istituzionalmente preposti alla gestione della psichiatria nella nostra città. Tante le inadempienze riscontrate nell’organizzazione ed erogazione di servizi pubblici così importanti e delicati, tante le grida di dolore espresse dalle associazioni dei familiari e del Volontariato rimaste, ancora, senza risposta alcuna. Urla nel silenzio che regna nella pubblica Amministrazione , anche da parte di chi dovrebbe essere preposto alla verifica dell’operato del Compartimento Sanità e dei relativi Dirigenti di settore. Perché questo silenzio, questa mancanza di risposte che ogni pubblica amministrazione è tenuta a fornire ai cittadini ed in particolare alle persone che soffrono? Dove sono stati relegati i principi del buon governo, che fine hanno fatto le tante promesse elargite agli elettori per ottenere il consenso, poi così visibilmente tradite?
Nel frattempo la gestione della psichiatria resta nelle mani di chi ha ampiamente dimostrato di non voler perseguire gli interessi delle persone sofferenti. E la misura è già colma da tempo, segnata da atti che connotano il nostro territorio come sprofondato nel baratro dell’inciviltà. L’esempio più eclatante è il “blocco” dei nuovi ricoveri che ormai “regna” da due anni e mezzo. Ci chiediamo: in quale altra parte dell’Italia sarebbe potuto accadere tutto ciò senza che chi lo avesse organizzato ne pagasse le conseguenze? Quali sono i “motori” che innescano e/o consentono simili dinamiche?
Certo la nostra Regione non costituisce un esempio di buon governo della psichiatria da molto tempo, se non da sempre. Senza tornare troppo indietro basta riprendere i contenuti che normano la gestione dei servizi del settore, voluti dalla giunta Loiero e confermati dall’attuale amministrazione. Standard di personale esigui, assenza di attività riabilitativa, con buona pace dei principi enunciati dalla legge che regola il settore, conosciuta come “legge Basaglia”.
E se mortificante è il quadro “normativo” a livello regionale, assurdo è il sistema gestionale che da diversi anni viene adottato nella ASP 5 . Non vengono tenuti in considerazione i diritti degli utenti ed, al contrario, tutto viene consentito sulle loro spalle. Basti pensare alla mancanza di servizi fondamentali quali centri diurni ed assistenza domiciliare. L’elenco delle mancanze sarebbe davvero lungo. Perché si consente tutto questo? Quali interessi spingono i soggetti preposti ad attuare e/o a consentire certi comportamenti?
Emblematico è il caso della “Comunità Alloggio” C dove vivono i nostri cari. Grazie alla cooperativa che ivi opera con impegno, tale Comunità di recente è stata trasferita in un nuovo ed in tutto adeguato edificio, che per pura combinazione è posto accanto all’abitazione del Direttore del Dipartimento di Salute Mentale L’edificio (di pubblica proprietà) in cui la Comunità era precedentemente ubicata si trovava in uno stato di assoluta inadeguatezza per via di un assurdo contenzioso tra ASP 5 e Comune di Reggio Calabria trascinatosi per 25 anni!!
Registriamo come in particolare dopo il trasferimento nel nuovo edificio, dapprima, su spinta dello stesso Direttore del Dipartimento di Salute Mentale, era stato avviato dall’ASP 5 un procedimento per la chiusura della struttura con motivazioni da subito apparse del tutto infondate, anche ai dirigenti della Regione che le avrebbero poi dovute vagliare. Successivamente per iniziativa dello stesso Dipartimento, sino a questo momento colpevolmente non contrastata dall’ASP, sono stati bloccati i pagamenti dovuti alla cooperativa in questione per le prestazioni già rese, causando così ulteriori problemi in una situazione già di estrema difficoltà.
Ben diversa era stata la posizione del DSM e dell’ASP in altre circostanze analoghe: il trasferimento delle Comunità è stato di fatto autorizzato anche in mancanza di requisiti fondamentali come l’abbattimento delle barriere architettoniche o la destinazione d’uso per struttura psichiatrica. Giustificheremmo questo “ampio margine di tolleranza” perché gli edifici di provenienza erano del tutto fatiscenti, ma del tutto assurdo e paradossale appare l’accanimento nei confronti della “Comunità Alloggio C”.
Sempre per iniziativa del Dipartimento non vengono in atto impiegati presso la “Comunità Alloggio C” infermieri dell’ASP, diversamente da quanto succede nelle analoghe strutture del territorio!! .
Non è certo difficile comprendere come in questo quadro, ben presto, la “Comunità Alloggio C” sarà costretta a chiudere. E se questo potesse essere il disegno di qualcuno, magari tacitamente acconsentito o non impedito dai vertici dell’ASP, noi non consentiremo tutto questo. Perché i nostri cari hanno diritto ad avere cure adeguate e continuità terapeutica ed in questi abbiamo potuto riscontrare l’impegno profuso dalla cooperativa nella gestione dell’attività .
Al Prefetto di Reggio Calabria che già ci ha dimostrato la Sua sensibilità sull’argomento, al Sindaco quale massima autorità garante della condizione di salute della popolazione del suo territorio, chiediamo un incontro ed un intervento urgente finalizzato alla tutela dei nostri cari.





