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    Commedia Officina dell'arte (2)

    Reggio Calabria – Una bigamia che fa ridere e travolge il “Cilea”

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Il pubblico ride, si lascia coinvolgere e applaude una divertente commedia che affronta l’insolito tema della bigamia e pone l’accento sulla possibilità di amare tre persone contemporaneamente. Una storia classica ma paradossale, facile all’apparenza, le cui complicazioni sono dietro l’angolo e sono gli attori della compagnia teatrale Officina dell’Arte, ieri sera al loro debutto stagionale con la pièce “Vicini troppo vicini”, a mettere in luce diversi punti di vista sull’amore e sulla sua complessità, sempre portati in scena con un sorriso. Giocando sul tema i protagonisti, gli attori Peppe Piromalli (il marito Luca) e Antonio Malaspina (alias Marco, l’amico di vecchia data di Luca) che ha curato anche perfettamente la regia, indagano la laboriosità dell’amore esplorando le difficoltà della sua piena realizzazione. In quella bigamia “dovuta”, Luca vede quasi il rapporto perfetto ma in un’escalation di simpatici equivoci capirà, alla fine, che gestire un rapporto di coppia non è facile, figuriamoci tre allo stesso tempo. Il ritmo è incalzante, serrato e non si impantana in tempi morti, perfetta è la scenografia che rispecchia un habitat di una famiglia apparentemente normale, ottima la performance degli attori dell’Officina dalla moglie un po’ snob, dinamica e maliziosa Pamela (l’eclettica Rita Quattrone), all’amante Debora rimorchiata da Luca, convinta promessa sposa (l’esuberante Dominella Foti), alla seconda amante “dimenticata” Teresa (la giovanissima Fabiana Latella), ad Ugo il padre di Debora (il veterano Agostino Pitasi) vigile del fuoco “convinto di salvare il mondo”, al corteggiatore Ivano (l’istrionico Aldo Di Giuseppe), alla signora Lina detta Laina (la brillante Mariella Fortugno) domestica di casa mai sposata. Gli spettatori sono letteralmente “stregati” da una trama che vede ancora una volta, il cavallo di razza, Peppe Piromalli nei panni di un bambinone eternamente infedele con un talento innato nel rimorchiare ragazze sui mezzi pubblici, a seguire una precisa pianificazione di vita per cercare di nascondere la sua verità. Si innescano così una serie di situazioni paradossali, fatte di contraddizioni, bugie, coincidenze, equivoci che divertono e appassionano il pubblico trascinandolo verso un finale inaspettato e sorprendente. Una storia provocatoriamente esasperata e assurda all’interno della quale si sviluppano i caratteri dei personaggi che non sono mai piatti e stereotipati. In realtà, sono vivaci, non scivolano nel prevedibile e sorprendono lo spettatore che non si aspetta il loro modo di comportarsi permettendo così alla commedia di funzionare alla grande e di conquistare chi la sta guardando con la sua “non convenzionalità” e trasmettendo un messaggio di comprensione e anche solidarietà tra coniugi che non spesso esiste nella vita reale. La messa in scena è convincente nonostante si parli di “bigamia maschile” tema che si tende sempre ad ironizzare come forma di machismo sociale. Le due ore di spettacolo scorrono piacevolmente fino alla buffa e sorprendente conclusione che lascia spazio a una riflessione sull’amore e sulla coppia.
    Insomma, per essere la prima della stagione teatrale 2017-2018 dell’Officina dell’Arte si può tranquillamente scrivere che “Vicini troppo vicini” è una bella commedia positiva e allegra che, con i suoi attori tutti bravissimi e convincenti, ha messo un altro importante segno nella storia artistica del teatro “Cilea”.