di Domenico Grillone (foto di Antonio Sollazzo) – Sorprende e spiazza Gilberto Gil, e ad una età che non è certo quella di un ragazzino si tuffa in un progetto di musica colta, un’ opera dal titolo “Negro amor”, che lo vede impegnato assieme al direttore d’orchestra e compositore italiano Aldo Brizzi. Certo, il tema è affascinante, se ne sono accorti gli spettatori che ieri hanno gremito il Cilea, ed il progetto parte dal “Gita Giovinda”, noto poema erotico della letteratura indiana (è del XII secolo) che canta gli amori di Krishna e Radha e tradotto dal musicista, poeta, filosofo, nonchè una delle menti più raffinate del movimento tropicalista, Rogério Duarte, che riscrisse l’opera in forma di canzone popolare brasiliana. E che poi chiese a Brizzi, appunto, di farne un’opera: Brizzi non ci pensò due volte e coinvolse immediatamente il suo vecchio amico Gil. Ecco quindi, come nasce quell’incredibile spettacolo che ha visto assieme sul palco del Cilea un’orchestra di una decina d’elementi di musicisti calabresi scelti per l’importante occasione (ma l’orchestra che ha in mente Brizzi per il debutto finale, a lavoro concluso, dovrebbe essere di una cinquantina di elementi); la Banda Cortejo Afro di Salvador di Bahia di Mestre Gordo, che riassume “tutta l’eleganza e la forza della ritmica afro-baiana, protagonista di ben diciannove edizioni del Carnevale di Salvador e di numerosi progetti speciali con stelle della musica mondiale in numerosi Festival internazionali”. A tutto questo si aggiungano pure le voci liriche del Nucleo dell’Opera di Bahia, (Graça Reis, Juliana Bastos, Carlos Eduardo Santos e Josehr Santos), oltre a voce e chitarra del Mestre. Il risultato non poteva essere che di grande fascino, bellissimi i costumi e le scenografie, e con un’opera che pur nella ricerca di percorsi musicali nuovi non tradisce quello che è lo spirito e l’anima della musica e cultura brasiliana. Per la verità Gil non ha rinunciato a qualche classico come ‘toda menina bahiana’ oppure all’intramontabile brano di Bob Marley ‘no woman no cry’ ma anche qui riesce sempre a reinventarsi e tirar fuori dal cilindro versioni mai scontate ma, al contrario, arricchite da suoni e ritmi sempre diversi. A scaldare il pubblico, ad inizio serata, i Tamburi di Luca Scorziello che hanno ben introdotto i ritmi baiani del gruppo Cortejo. Sul progetto ci lavoreranno ancora, Gil e Brizzi, ed il debutto è previsto nel 2018 mentre nel 2019 si svolgerà la tournee europea. Per adesso a sentire una sorta di anteprima dell’Opera è stato, in Italia, solo il pubblico di Reggio, grazie a Ruggero Pegna, ideatore di Fatti di Musica Brasil. Una festa che si concluderà con l’appuntamento del 28 novembre al Cilea, anche stavolta con un grande della musica brasiliana, Yamandù Costa.








