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    Dia - congedo Capitano Scillia

    ‘Ndrangheta – DIA confisca beni per 5 mln e 300 mila euro. Scillia saluta Reggio

    di Grazia Candido – La DIA di Reggio Calabria mette a segno un altro importante colpo confiscando beni per un valore di 5 milioni e 300 mila euro all’imprenditore reggino Domenico Passalacqua. Chiude così la sua carriera per sopraggiunti limiti di età il Colonnello Gaetano Scillia al vertice del Centro Operativo della Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria da oltre 3 anni e, dopo più di 40 anni di servizio dove i suoi risultati hanno riscosso l’apprezzamento delle Autorità Giudiziarie e di pubblica Sicurezza, saluta la città dello Stretto tirando le somme su questi “tre anni di intensa attività di contrasto alla ‘ndrangheta su un territorio straordinario ma che deve essere ripulito”.

    “L’imprenditore Passalacqua operante nel settore della ristorazione e ritenuto imprenditore di riferimento della cosca Buda-Imerti,  condannato in primo e in secondo grado, operava nei territori di Villa San Giovanni  e Fiumara di Mulo – afferma il Colonello Gaetano Scillia – Già destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa nel giugno 2010 dal Gip di Reggio Calabria del maggio 2014, è stato condannato alla pena di 16 anni di reclusione per associazione a delinquere  di stampo mafioso  e turbativa d’asta. Con sentenza emessa nell’aprile 2017 – continua Scillia – la Corte di Appello di Reggio Calabria ha rideterminato la pena  inflitta al Passalacqua a 11 anni di reclusione”.

    Il sequestro di beni personali ed aziendali ammonta ad un valore di 5 mln e 315 mila euro, un patrimonio  costituito da quote di partecipazione relative a 2 società di capitali ubicate entrambe a Villa San Giovanni e operanti nel settore della somministrazione di alimenti e bevande e della ristorazione anche a bordo delle navi di una società preposta all’attività di traghettamento privato nello Stretto di Messina; una ditta individuale esercente l’attività di panificio a Villa San Giovanni; 13 beni immobili tra ville, appartamenti, attici e terreni ubicati sempre nel comune villese; una autovettura di lusso Porsche Carrera 911; una imbarcazione da diporto a motore; disponibilità finanziarie.

    Il Colonnello Scillia prima di congedarsi, non può che mettere in evidenza con particolare orgoglio i risultati della DIA nell’ultimo triennio nel quale “sono stati intensificati gli sforzi nell’ambito dei servizi volti all’aggressione dei patrimoni acquisiti illecitamente dalla criminalità organizzata sottoponendo a sequestro e confisca beni per oltre 1 miliardo e 262 milioni di euro”.

    “Da domani lascio la Dia per raggiunti limiti di età e mi aspetta un momento di riposo – conclude il Colonnello – Questa è anche un’occasione propizia per salutare la città di Reggio e la Calabria, una terra straordinaria con grandi potenzialità ma deve fare di tutto per affrancarsi dalla mala pianta ‘ndrangheta. Nel complesso, il rendimento delle operazioni eseguite nell’anno 2017 è di notevole riguardo: quella di oggi, infatti, è la 15° operazione antimafia nel settore del contrasto ai patrimoni illeciti. Abbiamo sequestrato e confiscato patrimoni e beni per un valore di 182 milioni solo nel 2017. Nel triennio, invece, abbiamo confiscato e sequestrato beni per un valore di 1 miliardo e 262 milioni. Sono dati importanti per una economica fragile come quella calabrese e la strada tracciata è di aggredire i patrimoni illeciti perché attraverso l’azione repressiva possiamo indebolire quella che è considerata la più ricca organizzazione criminale presente sul territorio nazionale”.

    Poi un breve ma importante passaggio sulle interdittive antimafia dove “c’è stato un forte impulso da parte della Prefettura di Reggio Calabria e grazie all’opera della Dia e delle altre forze di Polizia – aggiunge Scillia – siamo riusciti a fornire elementi di valutazioni utili alla Prefettura per emettere 130 interdittive antimafia nell’arco di un anno e mezzo circa. Un dato significativo che denota, purtroppo, un problema rilevante dei tentativi di infiltrazione mafiosa che la ‘ndrangheta pone in essere nei confronti del tessuto economico della città”.