Bruno Labate nacque a Reggio Calabria in via Pantano, il 6 febbraio 1883, da Francesco (“ramatore”) e Giuseppa. Sin da piccolo mostrò di avere una straordinaria capacità musicale e secondo il suo primo maestro, un sacerdote, “un orecchio di una sensibilità unica”. All’iniziò suonò, lo faceva benissimo, il pianoforte ma poi, a dodici anni, fece la scelta definitiva e fortunata: l’oboe. A diciassette anni suonò nell’Orchestra del “Teatro Bellini” di Napoli. Successivamente si recò in Grecia per essere un componente, assai apprezzato, della “Royal Greek Opera Orchestra” e contestualmente insegnò nel Conservatorio di Atene. Arrivò negli Stati Uniti, con la sua Orchestra, una prima volta nel 1911 sulla nave “Duca degli Abruzzi” e successivamente, in via definitiva, giunse ad “Ellis Island” nel 1913 sulla “Hamburg”. Fu ingaggiato inizialmente dalla “Minneapolis Symphon”. Nel 1919 entrò nella “New York Philharmonic Orchestra” dove rimase fino al 1949. Ebbe l’occasione di esibirsi anche con la “Metropolitan Opera Orchestra”, la “New York Symphony” ed ancora con la “Minneapolis Symphon”. Il maestro Arturo Toscanini, direttore della “New York Philharmonic Orchestra”, lo definì come uno dei più grandi oboisti di sempre. Bruno Labate compose un numero rilevante di pezzi per oboe e pianoforte. In un articolo del tempo si leggeva: “ era così piccolo che, quando si sedeva, i suoi piedi a malapena toccavano il pavimento. Ma quando iniziava a suonare il suo “oboe” tutto diveniva grande e luminoso. Tra i più assidui ed anziani frequentatori di concerti è ancora una leggenda”. Dal 1936 al 1946, Labate, insegnò nella prestigiosa “Julliard School of Music”. Ebbe 4 figli e una, Gioia, fu ottima flautista. Morì il 23 novembre del 1968 a New York.
Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”





