“In occasione dell’audizione in Commissione Antimafia del vice Presidente del Csm, Giovanni Legnini, ho voluto porre l’accento su due questioni per me fondamentali: la prima, di carattere generale, la seconda riferita ad un settore preciso della giurisdizione. Ho sostenuto la necessita’ di azioni, atte a prevenire l’utilizzo delle “toghe come abiti da scena” (riprendendo la puntualissima osservazione del nostro Presidente della Repubblica) da parte di alcuni magistrati, con tutte le conseguenze cui questi anni ci hanno abituato: dai processi mediatici alle fughe di notizie che si fanno esse stesse giudizio condizionando negativamente l’opinione pubblica e, quindi, la vita politica italiana tanto quanto la carenza negli uffici giudiziari”. Lo sostiene la deputata Pd Enza Bruno Bossio, componente della Commissione antimafia, dopo l’audizione del vicepresidente del Csm Giovanni Legnini. “In secondo luogo, nell’esprimere soddisfazione per la nomina del Dottor Cafiero de Raho a Procuratore nazionale antimafia, non ho potuto fare meno di citare la sua esperienza da protagonista nella delicata questione del rischio dell’indottrinamento mafioso dei minori, sul quale il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria lavora con grande competenza ormai da anni, tanto da aver elaborato un vero e proprio metodo, che e’ diventato oggetto di una proposta di legge che mi vede prima firmataria che pero’, ahime’, non e’ mai stata calendarizzata. Ho quindi accolto con favore la notizia delle linee guida – ha proseguito Bruno Bossio – che il Csm ha voluto produrre, volte a ridurre i danni dell’improvvida decisione di chiudere i tribunali per i minori in nome dei soliti tagli orizzontali, rischiando di disperdere per sempre questa ‘best practice’ unica nel panorama giuridico internazionale”.





