
di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Reggio Calabria impazzisce per i Negrita. Ieri sera, il teatro “Francesco Cilea ha ospitato l’unica tappa della band in Calabria dell’“Unplugged
Tour 2013”, live inserito nella kermesse teatrale “Frammenti slegati” e che rientra nel terzo appuntamento della ventisettesima edizione di “Fatti di Musica Radio Juke Box 2013”, la rassegna del live d’autore ideata e organizzata dal promoter Ruggero Pegna. Prima di salire sul palco riusciamo a scambiare qualche battuta con il leader dei Negrita, Pau, che ci spiega la scelta della band di affrontare “questa nuova avventura in uno spazio diverso, i teatri, cornice per un live dove sono le sfumature della musica, gli arrangiamenti, il fascino dell’acustica a prendere possesso del palco. Alla base c’è la voglia di recuperare pezzi che non suonavamo da molto tempo, ritornando all’essenza della loro freschezza compositiva, con un’interpretazione acustica e a volte semiacustica, ma con arrangiamenti totalmente nuovi e colori che non avevamo mai usato. E poi, suonare nei teatri – prosegue Pau – ci permetterà di instaurare un rapporto diverso, insolito con i nostri fans: proveremo a fare dell’ascolto l’elemento dominante. Per questo abbiamo voluto ripresentare brani dal ’94 ad oggi, dandogli una nuova veste, un tocco più creativo. Finito il tour il 7 di Aprile a Milano, ci chiuderemo in studio per registrare il nuovo album Unplugged, lo dobbiamo ai nostri fans”.

Sul palco tutto è pronto, gli spettatori sono incuriositi da questa nuova “sperimentazione” e anche per questo concerto il teatro “Cilea” registra il sold out. Il sipario si apre alle 21,19 e a colpire subito l’attenzione è l’impatto di luci e la scenografia in sintonia con lo spettacolo che riesce a creare l’effetto “piano bar” con tutti i musicisti seduti su comodi sgabelli e sapientemente illuminati da lampade.
Ad aprire il viaggio musicale fatto da un sound contaminato, ricco di sapori e profumi raccolti nei mille viaggi fatti nell’ultimo esaltante periodo, i successi “Bonanza”, “Vai ragazzo vai”, “L’uomo sogna di volare”, “Bum bum bum” e ancora “Cambio”, “Hemingway”, “Brucerò”, “Luna”, “Che rumore fa”, “Tutto bene”.

“Da molto tempo accarezzavamo l’idea di suonare con queste forme sonore in qualche modo anche lontane dal nostro essere band elettrica – dice Pau – Poi abbiamo pensato fosse arrivato il momento giusto per metterci in gioco e accettare questa sfida, perchè non è affatto facile suonare in acustico e ci vuole un’attenzione minuziosa per ogni dettaglio”.
Per i Negrita sembra invece che non ci sia alcuna difficoltà e sul palco, esperienze di vita vissuta si intrecciano a colorati inni alla vita, in una mescolanza pop-rock-world ormai sempre più caratteristica. La platea si trasforma in un tappeto di luci tra cellulari, macchine fotografiche e ipad alzati in alto il più possibile per immortalare la rock band ma anche per registrare i classici cavalli di battaglia e quelli dell’ultimo album “Dannato Vivere”. Il pubblico ha davvero difficoltà a rimanere seduto e anche per i Negrita “non è una cosa semplice, anche se ne abbiamo fatti di teatri, siamo partiti da Siena – ricorda la voce della band Pau – ma credetemi, è bellissimo vedere il teatro così pieno. Il sound ce lo sentiamo addosso, è come se fosse una pelle, qualcosa di prezioso che non vorremmo mai perdere”.

In questo viaggio insieme a Pau (voce, armonica, chitarra), ci sono i pilastri storici: Drigo (chitarra, voce, armonica, basso), Mac, (chitarra, voce), Cristiano «Cris» Dalla Pellegrina (percussioni, batteria, basso,) Guglielmo Ridolfo Gagliano «Ghando» (pianoforte, tastiere, violoncello, basso). Si respira una perfetta sinergia di elementi, la complicità di una band abile a riarrangiare, rivisitare tutti i brani in chiave teatrale ma ugualmente capace di scatenare il pubblico. Due ore intense dove a parlare è solo la buona musica che, alle battute finali, “manda ko” i fans con i celebri successi “Radio Conga”, “Un giorno di ordinaria magia”, “Il libro in una mano”, “Rotolando verso Sud”, “Ho imparato a sognare”, “E sia splendido”, “Dannato vivere”, “Gioia” “Mama maè” che rappresenta a pieno la carriera di un gruppo cresciuto costantemente nelle sue composizioni, grazie ad un continuo lavoro di rinnovamento musicale in cui il successo è scaturito da un naturale cammino evolutivo di una musica che ha saputo fondere il colore bianco del rock, con le sfumature di contaminazioni di suoni colorate da quelle straordinarie atmosfere sudamericane.





