
Con la richiesta di accedere al fondo di rotazione previsto per gli enti locali in situazioni di squilibrio finanziario, la dichiarazione di dissesto per il Comune di Reggio Calabria
sembra allontanarsi. Nelle more della predisposizione e dell’approvazione del Piano per accedere al Fondo, che viene definito indispensabile, i Commissari chiederanno l’anticipazione dello stesso nella misura massima prevista dalla legge di conversione del decreto, al fine di consentire al Comune di provvedere al pagamento delle somme già impegnate relative ai beni, servizi, forniture e servizi in economia non derivati da debiti fuori bilancio, nei termini contrattuali e di legge, evitando, così, un ulteriore aggravio del contenzioso e della conseguente esposizione debitoria. Il Piano deve essere sottoposto alla verifica preliminare da parte della Sottocommissione istituita presso la Commissione ed a successiva approvazione da parte della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, nonché ad un futuro monitoraggio del suo stato di attuazione. In questo frangente le procedure esecutive intraprese nei confronti dell’Ente sono sospese fino all’approvazione dello stesso Piano che comunque deve essere pronto entro sessanta giorni dalla data di esecutività della deliberazione, correlato dal parere dell’organo di revisione economico finanziario.
Il Piano di riequilibrio pluriennale deve contenere le eventuali misure correttive adottate dall’Ente in ossequio ai rilievi sottoscritti dalla Sezione regionale della Corte dei Conti; la ricognizione, con relativa quantificazione, dei fattori di squilibrio rilevati, dell’eventuale disavanzo di amministrazione risultante dall’ultimo rendiconto approvato e di eventuali debiti fuori bilancio; l’individuazione, con relative quantificazioni e previsione dell’anno di effettivo realizzo, di tutte le misure necessarie per ripristinare l’equilibrio strutturale del bilancio, per l’integrale ripiano del disavanzo di amministrazione accertato e per il finanziamento dei debiti fuori bilancio entro il periodo massimo di dieci anni, a partire dall’anno di accettazione del Piano; l’indicazione, per ciascuno degli anni del Piano di riequilibrio, della percentuale di ripiano del disavanzo di amministrazione da assicurare e degli importi previsti o da prevedere nei bilanci annuali e pluriennali per il finanziamento dei debiti fuori bilancio. Al fine di assicurare il prefissato riequilibrio finanziario, per tutta la durata del Piano l’ente può deliberare le aliquote o tariffe dei tributi nella misura massima consentita (anche in deroga alle limitazioni fissate dalla legislazione vigente). L’Ente sarà soggetto a controlli in materia di copertura dei costi di alcuni servizi ed è tenuto ad assicurare la copertura dei costi della gestione dei servizi a domanda individuale. Palazzo San Giorgio dovrà insomma assicurare con i proventi della relativa tariffa la copertura dei costi del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. E sarà soggetto al controllo sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale. Nel frattempo dovrà effettuare una revisione straordinaria di tutti i residui attivi e passivi conservati in Bilancio, stralciando i residui attivi inesigibili o di dubbia esigibilità da inserire nel conto del patrimonio fino al compimento dei termini di prescrizione, nonché una sistemica attività di accertamento delle posizioni debitorie aperte con il sistema creditizio e dei procedimenti di realizzazione delle opere pubbliche ad esse sottostanti ed una verifica della consistenza ed integrale ripristino dei fondi delle entrate con vincolo di destinazione. Potrà accedere a mutui per la copertura dei debiti fuori bilancio riferiti a spese di investimento in deroga ai limiti previsti dalla legislazione vigente, ed è tenuto ad effettuare una rigorosa revisione della spesa con indicazione di precisi obiettivi di riduzione della stessa, nonché una verifica e relativa valutazione dei costi di tutti i servizi erogati e della situazione di tutti gli organismi e delle società partecipate e dei relativi costi e oneri comunque a carico del Bilancio dell’Ente. Utili in tal senso saranno i Piani di ristrutturazione e razionalizzazione delle società controllate. Misure che “appaiono atte e sufficienti – si legge nella delibera – a realizzare, nei tempi previsti dalla legge, il completo ripiano del disavanzo e riequilibrio della gestione”.
cl. la.




