
di Grazia Candido – Alla seconda serata del “Reggio Calabria Film Fest”, si parla ancora di Calabria, del massiccio montuoso dell’Appennino Meridionale e lo si fa con l’attore torinese
d’origine calabrese Franco Neri protagonista del film “Aspromonte” , opera prima del regista tunisino Hedy Krissane e il cui soggetto è del professore Tonino Perna.
“E’ una commedia che racconta la storia di due fratelli del Nord Italia che si ritrovano nel profondo Sud per uno strano scherzo del destino ma allo stesso tempo, si pone loro come vetrina d’eccezione per un territorio a molti ancora sconosciuto – ci racconta il comico di Zelig – Casi umani e panorami mozzafiato, luci e ombre di una Calabria sempre pronta a regalare nuove emozioni. Il mio è un personaggio serio, sono l’imprenditore Torquato Boatti che ha un fratello musicista, di nome Marco con cui però non parla da una decina d’anni. E’ stata un’occasione poter interpretare un personaggio che non è mio. Solitamente salgo sul palco, racconto delle storie, aneddoti di vita e faccio ridere il pubblico. Qualcosa me la invento ma qui non c’era nulla da inventare. È un film basato su un equivoco e come tutte le favole si risolve nel migliore dei modi”.
E’ un’opera corale, on the road, un film semplice ma impegnativo che ha “costretto” il cast a “girare con lo zaino sulle spalle proprio per documentare i luoghi più interni della provincia reggina coinvolgendo in maniera attiva la popolazione sempre molto accogliente” – ha aggiunto Neri.
“Con questo film, diamo voce all’Aspromonte , il vero protagonista. Siamo andati in posti incantevoli, magnifici e speriamo che continuino ad essere così per i prossimi 10 mila anni nonostante la profezia dei Maya. Sono rimasto strabiliato dalla bellezza che c’è nelle alte montagne, non ero mai stato a Polsi nel santuario della Madonna, in quei borghi di rilevanza culturale a Pentedattilo e in tanti altri luoghi meravigliosi dove abbiamo girato il film – aggiunge Franco Neri – E’ vero, la Calabria è sempre andata nei Tg per la cronaca ma in un mazzo di rose mica tutte sono nere, ce ne sono tante rosse. Spetta a noi provvedere, curare e proteggere le cose belle di questa terra. Il film fa divertire ma anche pensare”.
E in questo viaggio nell’entroterra, l’industriale Torquato Boatti rifletterà sui rapporti umani e sulle vere priorità dell’esistenza.
Chiusa questa esperienza cinematografica per il noto artista torinese ci sono altri impegni come una commedia teatrale e poi qualche proposta cinematografica per il prossimo anno.
“Non ho dimenticato la televisione – conclude Neri – In tv bisogna andare con idee nuove e in questo momento sono con l’interruttore spento. Io nasco comico e vorrei morire comico tra 150 anni. Questa prova cinematografica non è una parentesi ma è un tentacolo di questo polipo, chiamatelo artista, che si avvicina a nuovi ruoli”.




