Mercoledì 28 novembre 2012, alle ore 17.30, nella sala conferenze della libreria “Culture” – Reggio Calabria, per il ciclo di Letteratura Mondiale, il Centro Internazionale Scrittori della
Calabria promuove l’incontro “Francis Scott Fitzgerald e l’età del Jazz”. Dopo l’intervento introduttivo di Loreley Rosita Borruto, Presidente del Cis della Calabria, relazionerà la Prof.ssa Maria Quattrone, già Dirigente Scolastico del Liceo Classico “T. Campanella” di Reggio Calabria. Seguirà un video a cura del prof. Nicola Petrolino, esperto e critico di cinema. Il gruppo musicale “Nino Spezzano master quartet” si esibirà “Dal blus all’hip-hop” attraverso un breve percorso negli stili del jazz. Francis Scott Fitzgerald scrittore statunitense (Saint-Paul, Minnesota, 1896 – Hollywood, 1940). Grazie al nonno materno, Fitzgerald studiò alla Newman School , nel New Jersey e poi a Pricenton. Nel 1918 lasciò gli studi per arruolarsi nell’esercito. A Motgomery in Alabama incontrò Zelda Sayre che presto divenne sua moglie. Dopo la nascita della figlia nel 1921, Francis e Zelda vissero gli anni più belli della loro vita tra Europa e America. A Parigi ebbe modo di incontrare Hemingway, Gertrude Stein, Dos Passos e la New York dell’”età del Jazz”: una sorto di perenne, illusoria festa dorata fino alla disastrosa crisi economica del 1929. Dimenticato, invecchiato e alcolizzato Francis Scott Fitzgerald, a Hollywood, tentò di recuperare la felicità creativa della giovinezza; la morte lo colse al lavoro. “Al di qua del paradiso”, 1920, è stato il suo primo romanzo (tra autobiografia, documento e favola ). Seguirono: “Belli e dannati”, 1922 (ritratto di una coppia inquieta); “Il grande Gatsby, 1925 (uno dei classici della letteratura americana, fu la rivelazione di un ingegno ormai maturo, capace di analizzare emozioni e motivazioni delle classi agiate e indicarne l’implicita distruttività); “Tenera è la notte”, 1934; “Gli ultimi fuochi”, 1941. Fitzgerald appartiene a quella generazione di artisti americani che Gertrude Stein definiva “perduta” (lost generation), la generazione che ha conosciuto negli Stati Uniti la frattura morale, storica, della prima guerra mondiale, ma anche i piaceri della ricchezza e della prosperità, della libertà dei costumi, delle scelte estetiche irregolari.




