
di Claudio Labate – “Sui lavori pubblici si gioca la grande partita dell’amministrazione comunale”. Ne sono convinti il sindaco Demetrio Arena,
l’assessore al ramo, Pasquale Morisani e il dirigente Marcello Cammera, che su precisa volontà del primo cittadino hanno indetto una conferenza stampa in un luogo inusuale per l’amministrazione, per presentare ufficialmente il Piano di riqualificazione e di messa in sicurezza delle strade cittadine. Al quarto piano del Cedir, negli uffici dell’assessorato ai Lavori pubblici, c’è molta curiosità. Perché insieme alla stampa, alla conferenza voluta dal sindaco, partecipano anche i tecnici comunali che “governano” l’esecuzione delle opere.
Sul piatto ci sono quasi 3 milioni e mezzo di euro, che la giunta ha inteso impegnare a favore della viabilità, per dirla con Arena, “disastrata” di Reggio Calabria. Un settore che dall’ormai lontano 2006 (quando vennero spesi circa sei milioni di euro dall’allora amministrazione Scopelliti) non viene attenzionato con la dovuta cura, se si eccettuano alcuni interventi tampone che però, anche tenendo conto degli agenti atmosferici, non hanno dato i risultati sperati.
Circa 2 milioni e mezzo di euro sono già disponibili per interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di alcune strade cittadine. In un Piano che ha provato a privilegiare, nella priorità degli interventi, le zone periferiche cittadine. Dodici interventi in tutto, a partire da Gallico e Modena, passando per i macrolotti che riguarderanno i territori della zona a nord e sud della città (interventi da 650 mila euro ciascuno). Ad un milione, invece, ammontano le risorse messe a disposizione dalla Regione Calabria che, a detta di Arena e Morisani, sono già state previste dall’ente che procederà alla loro erogazione entro la fine dell’anno.
“Per l’amministrazione – ha sottolineato Morisani – si tratta di interventi a costo zero. Nel senso che le attività che ci apprestiamo a fare erano già programmate, ma sospese e giacenti”. Dunque per alcune opere si tratterà solo di dare l’avvio, per altre si stanno concludendo le procedure di gara. L’assessore è poi chiaro su un punto: “Per noi, questo è un test politico e tecnico”. Non una frase a caso. Né un caso può apparire la scelta del luogo e la platea. Infatti è per primo il sindaco (volato a Roma in mattinata) a spiegare il senso della scelta. “Vogliamo lanciare un messaggio nuovo. Un cambio di passo e di approccio, perché bisogna guadagnare maggiore produttività nel settore”. Per il primo cittadino, d’altra parte, il bilancio delle opere pubbliche storicamente lascia a desiderare sia in termini di tempo di esecuzione dei lavori, sia in termini di controllo: “Se facciamo lavori su una strada e seim mesi dopo dobbiamo rifarli, allora c’è un difetto tanto di esecuzione che di controllo”. Per questo Arena ha voluto chiarire un concetto elementare: “La giunta dà gli indirizzi, i tecnici provvedono all’esecuzione”. Insomma, ognuno si assuma le proprie responsabilità, perché da oggi, vigerà una controllo serrato sulle opere pubbliche. Concetti espressi in un’accezione più ampia, da parte di Arena, che vorrebbe resettare il modo di gestire le opere pubbliche in Italia. Il suo auspicio è quello di inaugurare un nuovo sistema di selezione delle imprese e di valutazione delle opere: “Non per punire – ha evidenziato – ma per creare meccanismi di meritocrazia che tutti rivendicano ma che alla fine nessuno applica”. Arena non rinuncia neanche a fare una sorta di identikit del lavoratore tipo del settore, individuando “chi sicuro della propria posizione cerca di occupare in qualche modo il proprio tempo, chi fa il proprio lavoro per bene e chi sente il proprio lavoro come una cosa propria, che gli appartiene”. Insomma “non è più tempo di vivacchiare, perché le inefficienze dei primi saranno inevitabilmente pagate da tutti”. Il sindaco insomma chiede ai suoi uno sforzo ulteriore invocando un sano gioco di squadra, in cui il criterio da seguire è quello dell’impresa. Per un motivo principale: “Le risorse sono quelle, e devono bastare!”




