
In leggero anticipo sui tempi assegnatagli dalla normativa, il Prefetto di Reggio, Vittorio Piscitelli, ha trasmesso, in esito alla documentazione ricevuta dalla Commissione di accesso
al Comune di Reggio, la sua relazione al Ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri.
Secondo quando rivela Giuseppe Baldessarro su “Il Quotidiano della Calabria” di oggi il Prefetto invita il Ministro “a valutare le scelte da adottare per rimuovere le cause del rischio di infiltrazioni mafiose”.
Il Prefetto, secondo alcuni “rumors” che rimbalzano sempre più insistenti in queste ore, avrebbe sottolineato la disastrosa situazione dell’intera Città di Reggio, letteralmente avviluppata in tutti i suoi settori, pubblici e privati, dall’abbraccio della criminalità organizzata e in questo contesto l’Amministrazione comunale, nel suo complesso, come macchina politica ma soprattutto amministrativa, non ne sarebbe esente.
E proprio su questo punto Il Quotidiano rivela che la relazione avrebbe “messo assieme le schede personali di una quarantina di dipendenti del Comune di Reggio legati a vario titolo ad esponenti della criminalità organizzata reggina. Tra essi moltissimi funzionari ed alcuni dirigenti. Gran parte della relazione” – prosegue il pezzo di Baldessarro – “disegna la mappa delle aziende in odore di ‘ndrangheta che si sarebbero accaparrate decine e decine di commesse pubbliche…non si tratta di soli applati edili, le cosche avrebbero addentellamenti anche nelle stanze dei servizi sociali con proprie aziende che operano con la benedizione del centrodestra anche nel terzo settore”




