
di Grazia Candido – La musica del melodramma e la canzone napoletana incantano Reggio Calabria. Una serata dove è l’arte locale a primeggiare, quella musica che sa raccontare,
parlare alla gente ma soprattutto, riesce a portare indietro nel tempo tra i ricordi e la tenera nostalgia il pubblico di “CatonaTeatro”. Per il secondo appuntamento del festival artistico, i protagonisti assoluti sono i giovani reggini della Concert Band Melicucco diretti per l’occasione dai maestri Maurizio Managò e Gaetano Pisano. Insieme ai bravi musicisti, due voci del panorama lirico internazionale: il tenore Francesco Anile e il soprano Caterina Francese. Il complesso bandistico musicale Concert Band Melicucco, costituito nel luglio 1997 in seno all’omonima associazione, è formato da oltre 70 giovani musicisti dei Conservatori Statali Calabresi che, nel tempo, sono diventati una tra le più importanti realtà musicali della Calabria attraverso la classificazione a vari concorsi nazionali. Le note della Marcia trionfale dell’opera in quattro atti “Aida” di Giuseppe Verdi aprono una serata magica che ripercorre opere musicali di livello: i professionisti di Melicucco passano con maestria da “Oh mio babbino caro” di Giacomo Puccini a “Vesti la giubba” di Ruggero Leoncavallo all’incantevole intermezzo sinfonico tratto dalla “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni. Si continua con Giacomo Puccini con i brani “Un bel dì vedremo” e “Nessun dorma” per arrivare al clou della prima parte con il preludio e brindisi della “Traviata” di Giuseppe Verdi. La seconda parte del concerto è tutta dedicata alla musica partenopea e sono proprio i brani “Torna a Surrientu”, “Core Ingrato”, “O Sole mio”, “O Surdato Nnamurato” e “Funiculì Funiculà” a lasciare estasiato il pubblico “trascinato” dalle potenti e soavi voci del tenore Anile e del soprano Francese. Il maestro Riccardo Muti definì i musicisti della Concert Band Melicucco “ambasciatori della positività calabrese” e il loro straordinario talento, la passione e l’entusiasmo che riescono a trasmettere rappresenta il vero volto della Calabria. La Calabria pulita, quella Calabria che lavora, che con fatica riesce ad emergere, fatta di tanti giovani professionisti che hanno voglia di cambiare una realtà che a loro sta davvero molto stretta.




