
16 in poi, nel corso di un dibattito organizzato nella sala conferenze del Palazzo della Provincia dalla associazione Valgallico che inaugurerà l’anno sociale 2012 ponendo l’accento su un progetto che, solo se perseguito con rigore pragmatico, potrà diventare il motore economico e culturale di tutto il reggino.
L’iniziativa riaccenderà i riflettori sulle importanti procedure da avviare per realizzare il dettato dell’art. 23 della legge 42/2009 e rimaste da mesi lettera morta, a dispetto dei tentativi messi in campo da più parti per ricomporre le file bipartisan che nel 2009 salutarono con entusiasmo ed ottimismo la “concessione” fatta alla città dal Parlamento.
“Per procedere speditamente nel solco della legge istitutiva – ¬ dice il presidente di Valgallico Enzo Amodeo che aprirà i lavori introducendo il tema – ¬bisogna osare e smettere di nascondersi dietro a giustificazioni di maniera. Le leggi da sole non bastano, se non sono supportate dai fatti! La nostra associazione si è data quindi l’obiettivo di promuovere una nuova cultura territoriale che accompagni la crescita della nuova città, perché policentrica: quindi costruita dal basso, nel rispetto dell’emancipazione delle periferie che rivendicano un ruolo attivo nell’intensificarsi di progetti e mappature, assumendo di conseguenza la dignità che loro compete”.
L’abbiamo già detto, ma vale ripeterlo: l’associazione Valgallico, proprio perché nata da un’esigenza collettiva diventata visibile nel collazionare interessi comuni e condivisi, ha molto a cuore tutti i temi che condizionano, nel bene e nel male, lo sviluppo di Reggio. In quest’ottica si stagliano i desiderata della collettività aspromontana che si affaccia sullo Stretto e che saluta con soddisfazione la mobilitazione intrapresa dalla Valgallico nel predisporre il giusto clima nel quale affrontare le questioni economiche, sociali e di servizio, nonché culturali e territoriali che, di fronte al progetto complessivo di “Reggio, città metropolitana”, si impongono.
Dopo l’introduzione di Amodeo sarà il giudice Giuseppe Tuccio a raccontare su quali motivazioni poggia l’idea che la città metropolitana può diventare il toccasana per l’intera provincia. Al prof. Pino Caridi, ordinario dell’Università degli studi di Messina il Comitato scientifico del convegno ha riservato lo spaccato storico che ben si addice in una discussione di questo rango, mentre per l’ing. Vincenzo Filardo, amministratore unico e direttore generale Atam, è stato assegnato il compito di disegnare idealmente “la rete” che infrastrutturerà la metropoli. Le nuove valenze di un policentrismo tutto da costruire sarà materia dei proff. Francesco Calabrò e Maurizio Malaspina dell’ Università Mediterranea di Reggio (PAU). Né saranno trascurate le ipotesi che da anni intrigano gli intellettuali che credono nell’intesa sinergica fra Reggio e Messina nel nuovo orizzonte che include anche “l’area dello Stretto”: ne parlerà infatti l’economista Josè Gambino, ordinario dell’ Università di Messina.
Ascoltata la scienza, Valgallico darà voce alla politica.
Aprirà Giuseppe Raffa, presidente della Provincia di Reggio Calabria, seguiranno gli interventi programmati di Demetrio Arena, Sindaco di Reggio Calabria; Michele Zoccali, Sindaco di Santo Stefano di Aspromonte; Luigi Catalano, Sindaco di Calanna; Michele Spadaro, Sindaco di Laganadi; Stefano Ioli Calabrò, Sindaco di Sant’Alessio; Alvaro Antonio, Presidente Gal Batir, Vice Presidente Parco Aspromonte; Roberto Vizzari, Presidente Associazione Sindaci dell’area dello Stretto. Coordinerà il dibattito la giornalista parlamentare Teresa Munari.




