
legato alla sua città, precursore nel biasimare il cattivo gusto dei reggini e nel condannarne le cattive abitudini.C’era grande attesa presso l’area meeting “Ulisse”, salotto della cultura, per la cerimonia di assegnazione dei premi del “Nicola Giunta”, un concorso che sin dalla sua istituzione da parte del Circolo Rhegium Julii, ha varcato i confini regionali per assumere una veste nazionale e divenire uno dei premi di poesia dialettale tra i più ambiti in Italia. Giunto alla 12^ edizione, il Premio “Nicola Giunta” è occasione importante di confronto stimolante tra culture e tradizioni, modi differenti di interpretare le realtà locali e di raccontarle in poesia. La serata, dopo i saluti di Pasquale Tripodi, Consigliere Regionale della Calabria, ha visto aggiudicarsi l’ambito riconoscimento la poetessa Emilia Fragomeni per la lirica Latruni i Sonnu.
L’incontro ha registrato inoltre la consegna del Premio speciale “Michele Musolino” al poeta Nino Romeo per la lirica Palumbeddha mia; Premio speciale “Giuseppe Morabito” al poeta Ettore Pensabene per la lirica Vinni la morti…(A Italo); Premio Speciale ” Vincenzo Spinoso” al poeta Salvatore Paolino per la lirica Pètri ré ma nànni ed il premio speciale “Alfredo Emo” al poeta Antonio Fantini per la lirica Irsene. Ed ancora serata di riconoscimenti con segnalazione di merito al poeta Demetrio Latella per la lirica ‘Na ventat’e vita; al poeta Domenico Antonio Sgro’per la lirica U serpenti ‘i cummari Natalina; al poeta Reitano Francesco per la lirica Ci stranu sonnu; al poeta Vincenzo Borzumati per la lirica Bùmbuli e quartari ed al poeta Franco Canzonieri per la lirica Vecchia Pischeria.
Un evento di ampio respiro culturale attesissimo soprattutto per la presentazione della ristampa del volume “Poesie e favole”, testo ormai introvabile e che ha visto lavorare a stretto gomito la Casa editrice “Città del Sole ed il comitato organizzatore della Festa del Mare per una nuova ripubblicazione curata da Giuseppe Ginestra e Rhegium Julii. Subito dopo il dibattito “Nicola Giunta: la riscoperta della tradizione” al quale hanno preso parte, Francesco Arcidiaco, Arturo Cafarelli, Pasquino Crupi, Giuseppe Ginestra e Attilio Romano. L’evento ha indagato da diversi punti di vista la poetica di Giunta, autore che grazie all’ironia e all’uso del vernacolo riuscì meglio di molti altri a vedere nei meandri della psicologia della persone, esplorando verità universali e fondamentali che fanno parte dell’intero genere umano, ed è proprio dalle parole di Pasquino Crupi il compendio della figura di un autore che ” determina un cambiamento epocale poiché la sua è una poesia con la testa dentro la città, che usa un sarcasmo doloroso, divertente solo per il lettore, per descrivere i vezzi della sua Reggio”.




