Di seguito la nota diffusa dal consigliere comunale di Reggio calabria, Monica Falcomatà
Quale cittadina che vive ed opera in questo contesto sociale, quale consigliere comunale ( PDL) ma soprattutto quale cittadina italiana, sento fortemente il dovere di intervenire nel dibattito relativo alla proposta di legge contro l’omofobia e in
conseguenza della quale in tutte le città d’Italia sono stati organizzati cortei di sostegno al progetto che prevede l’introduzione di un’aggravante specifica.
Sento di intervenire per dare il mi pieno appoggio e la piena adesione a coloro che oggi sfileranno in tutte le città d’Italia, Reggio Calabria compresa, per portare avanti quella che, a mio avviso, è senza riserva alcuna, una battaglia di civiltà.
In una società perfetta qual è quella che tutti vorremmo e qual è quella, tra l’altro, ideata dai Padri Fondatori della Repubblica, che ha previsto, nella nostra Carta Fondamentale, il principio dell’uguaglianza di fronte alla legge, senza distinzioni di sesso, lingua, razza, religione, condizioni economiche o sociali, non dovrebbe esserci bisogno di discutere, come invece oggi stiamo facendo, di una legge contro l’omofobia, esattamente come non ci dovrebbe essere la necessità di discutere di leggi a tutela delle donne, o dei minori o dei disabili, e non ci dovrebbe quindi essere bisogno di catalogare gli esseri umani, differenziandoli in categorie specifiche.
Tuttavia la società in cui viviamo è tutt’altro che perfetta ed è nostro dovere di persone, di cittadini, di politici, sensibilizzare, discutere, animare il dibattito e dove opportuno intervenire per superare ogni possibile gap e, utilizzando tutti gli strumenti possibili, colmare i vuoti di tutela, abbattere le differenziazioni sterili e perniciose nonché ogni forma di discriminazione cercando, così, di dare il nostro contribuito alla crescita civile e quindi all’evoluzione della società in cui viviamo.
La previsione di un’aggravante specifica è quanto mai necessaria ad assicurare una tutela efficace a persone e quindi cittadini che possano essere vittime di forme di violenza, di persecuzione, di manifestazioni di bullismo, che nascono da intolleranza generata delle loro attitudini o scelte sessuali.
Lo Stato italiano ha il precipuo compito di tutelare i propri cittadini, lo fa, lo deve fare, attraverso opera di prevenzione e di repressione, intervenendo in maniera più incisiva laddove se ne ravvisi la necessità così come è, a mio modesto avviso, nel caso di specie, e così come è per i reati commessi per motivi razziali o religiosi, e così come ha già fatto con l’introduzione di una figura nuova di reato qual è quello di stalking, ecc.ecc.
D’altro canto il diritto, in generale, e quello penale, in particolare, deve essere diritto vivente che muta e si adatta alle diverse e nuove esigenze che, nel tempo, provengono dalla comunità di riferimento e che appaiono meritevoli di tutela giuridica.
I fatti di cronaca, gli episodi denunciati, le forme di aggressione che quotidianamente si registrano nel nostro Paese, ai danni di omosessuali e transessuali, rendono indispensabile e urgente un intervento legislativo, incisivo ed efficace che consenta così di vedere realizzato il fondamentale principio costituzionale dell’uguaglianza anche sotto il profilo sostanziale e conduca, così, la nostra società a fare un balzo in avanti in quel percorso di evoluzione culturale e sociale, degno di uno Stato democratico ed avanzato come il nostro.
Monica Falcomatà
Consigliere




