In realtà i festeggiamenti di questi 25 anni di azione a livello locale dell’AVIS di Villa, a detta del suo Presidente Vincenzo Floccari , sono iniziati quest’anno proprio con il convegno svoltosi presso l’Istituto Tecnico Commerciale “Leonida Repaci” al quale hanno preso parte medici ed esponenti del Centro Trasfusionale di Reggio e nel quale si è cercato di spiegare agli studenti appena diciottenni che non si deve avere paura di donare, anche se si è giovani, soprattutto perché le modalità di donazione sono sicure. L’Avis di Villa San Giovanni ha comunque fatto negli anni parecchi progressi grazie anche alla collaborazione delle amministrazioni che si sono succedute, e grazie alla conquista dell’attuale sede, ovvero il “Centro Baden Powell”, una struttura nuova e centrale: 499 sono le sacche di sangue prodotte da Villa nello scorso anno e 25 sono i nuovi giovani che sono entrati a far parte di recente di questa rete solidale. Floccari ribadisce un miglioramento continuo dell’attività e ringrazia chi permette che tutto questo vada avanti: principalmente i donatori. Il dott. Antonino Postorino, Presidente AVIS provinciale Reggio Calabria, nel suo intervento ha poi voluto proclamare a pieno titolo la sezione villese “patrimonio della società”. “Grazie a questi eroi della solidarietà credo ancora che fare un mondo migliore sia possibile se ognuno fa la sua parte e se mettiamo gli altri al primo posto”, questa le parole di Postorino che ribadisce l’importanza del recupero di valori sani all’interno di questa società malata in cui è ancora giusto dare una speranza a chi soffre. Una storia semplice e di grande volontà, quella dell’AVIS di Villa San Giovanni, che si costituisce come associazione il 10 marzo 1986 nella sala parrocchiale del Duomo della città e che vede come soci fondatori persone tuttora impegnate in prima fila in questo progetto. Presente anche il Sindaco Rocco La Valle che sostiene il successo dell’attività dell’associazione, imputandolo alla tenacia dei suoi dirigenti, e che si dichiara pronto a servire questa causa con l’aiuto dell’amministrazione.
“Fare di più, parlare di meno”: questo è l’ottica dell’Avis di Villa proclamata da Nino Barbieri, uno dei fondatori, che vuole mantenersi vicino alle altre associazioni della città perché è importante anche aiutarsi l’una con l’altra all’interno del territorio comune seguendo sempre il principio del ‘dare senza bisogno di ricevere’. Secondo Paolo Marcianò, Presidente dell’AVIS regionale, la posizione della Calabria deve essere ribaltata attraverso una presa di posizione perché “la Calabria non merita di rimanere indietro e non merita di rifornirsi dall’estero”. E’ al Sud che abbiamo bisogno di donatori e di una formazione culturale alla donazione perché il bisogno di sangue nella sola provincia di Reggio Calabria è alto, ed in questo la sezione di Villa contribuisce nel suo piccolo a fornire gli ospedali vicini. L’Avis di Villa San Giovanni rientra in quei centri di raccolta di modesta dimensione ma comunque strategici all’interno della rete periferica, che serve a facilitare il recupero di donazioni e a dare la possibilità a chi vuole donare di farlo senza scomodarsi più di tanto; l’importanza dei piccoli centri riguarda anche il coinvolgimento in attività di volontariato dei cittadini stranieri, non solo comunitari ma anche extra-comunitari, che ormai sono radicati nel territorio.
“Il sangue italiano è il più sicuro” afferma il dott. Bresolin, Primario del Centro Trasfusionale, e questo perché in Italia, meglio che negli altri paesi europei, si seguono procedure precise e sicure durante le trasfusioni. Donare il sangue è un bene, è un gesto di generosità, è un atto di amore verso gli altri e verso sé stessi perché donando fai dipendere dalla tua vita, e dal tuo stile di vita, quella di un altro, perciò ciò che meglio si auspica l’AVIS oggi è quello di produrre cultura della donazione e di far sì che metta le radici più diffusamente e consapevolmente.




