Segue la nota: Leggiamo sulla stampa recente le affermazioni del Direttore Generale del Settore Cultura della Regione Calabria, dr. Massimiliano Ferrara, riguardanti il bando per la
concessione in gestione del cineteatro ‘Siracusa’. Premettiamo che il nostro intervento, come per quanto possibile ogni intervento del Movimento SLEGA LA CALABRIA, intende mettere in evidenza le eventuali incongruenze secondo il nostro stile fondato sulle competenze e in maniera documentata e circostanziata; premettiamo inoltre che è nostro intendimento proporre un modello di politiche culturali che vuole essere produttivo sul piano economico nonché sul piano della crescita umana, artistica e sociale del nostro territorio. Crediamo, infatti, che qualsiasi assessorato alla cultura, piuttosto che un consumo passivo di eventi (spesso culturalmente improbabili) importati impiegando ingenti capitali a fondo perduto (è il caso del comune di Reggio nell’ultimo decennio), debba promuovere e sostenere la crescita delle professionalità del territorio e l’esportazione delle stesse, da cui un ritorno in termini economici (compresi i riconoscimenti di tutti gli enti sovracomunali) e di crescita in tutti i sensi.
Valutando quanto esposto dal dr. Ferrara emerge la scarsa risposta al bando da parte di soggetti idonei, a conferma della denuncia dell’Osservatorio Democratico di Slega degli evidenti e incongrui modi e tempi di emissione dello stesso rispetto all’attuale momento di transizione, dell’impossibilità di adeguata attenzione e coordinamento (soprattutto nell’ipotesi prevista dallo stesso bando di un consorzio di soggetti) e dell’assenza, al momento, degli organi amministrativi del Comune (a tutt’oggi in verità disastrato economicamente) e della Provincia che, al contrario, gode di buona salute, ha i requisiti, e nel 2009 si era mostrata disponibile ad un supporto economico per il Cineteatro ‘Siracusa’ e che, al riguardo, potrebbe sostenere le spese di gestione ordinaria e permettere a tutte le realtà artistiche di prosa, danza, musica ecc., di mettere in scena le proprie produzioni, pur consorziandosi e in collaborazione con le diverse istituzioni universitarie come Conservatorio, Accademia, Univ. Mediterranea.
Ciò premesso, proprio perché riteniamo di dover seguire le “procedure di legge”, come evidenzia il dr. Ferrara, non capiamo come egli stesso non rispetti innanzitutto quanto previsto dall’art. 11 del bando che recita: “Resta a discrezione dei partecipanti, la possibilità di effettuare un sopralluogo, non oltre il settimo giorno feriale antecedente alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte. A tal fine i concorrenti dovranno concordare, con anticipo di almeno tre giorni, l’appuntamento per il sopralluogo, inviando una mail ecc…(egli stesso dichiara di non avere alcun problema ad accompagnare l‘unico interessato (sic!) per un sopralluogo in data 27 maggio, quindi ben oltre il settimo giorno antecedente la scadenza).
E, ai sensi dell’art 30 comma 3 del codice degli appalti (D.L 12/4/2006, da cui sarebbe appunto regolato il bando) che testualmente recita: “La scelta del concessionario deve avvenire nel rispetto dei principi desumibili dal Trattato e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parita’ di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalita’, previa gara informale a cui sono invitati almeno cinque concorrenti, se sussistono in tale numero soggetti qualificati in relazione all’oggetto della concessione, e con predeterminazione dei criteri selettivi.”
Ci chiediamo chi sono i cinque concorrenti che sono stati invitati, e se Comune e Provincia di Reggio Calabria hanno parità di trattamento non potendo intervenire! E, pur concedendo ipoteticamente che il bando segua le procedure di legge, il dr. Ferrara e soprattutto il vertice dell’amministrazione regionale, ovvero l’attuale presidente della regione Calabria Giuseppe Scopelliti, assurto a tale ruolo soprattutto grazie al consenso della città di Reggio Calabria, trovano entrambi eticamente corretto escludere l’ente comunale e quello provinciale? Quanto alla proroga infine, il nostro sit-in ipotizzato è inteso a sensibilizzare gli artisti e la cittadinanza su uno spazio culturale che è patrimonio comune, non mancando certamente le ragioni per tale provvedimento come sopra esposte, grazie alla nostra consueta azione di monitoraggio e di attenzione documentata. Monitoraggio e documentazione che, come nel caso del bando regionale sull’occupazione dell’ottobre scorso, porteremo all’attenzione dell’Unione Europea e degli altri Enti che saranno chiamati in causa per dei finanziamenti di natura pubblica.




