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Reggio, Arcigay: “Dopo le richieste ai candidati a Sindaco ecco perché abbiamo scelto di sostenere Massimo Canale”

4 Maggio 2011
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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Sono passate due settimane da quando come Arcigay di Reggio Calabria abbiamo chiesto a tutti ai candidati a Sindaco del comune di fare proprie le nostre tre proposte (in breve un serio

impegno contro l’omofobia, un tavolo di associazioni sui diritti civili e il registro delle coppie di fatto comprese quelle omosessuali), e abbiamo seguito con interesse il dibattito che ne è seguito, e poi deciso di esprimere pubblicamente le nostre valutazioni.
Ringraziamo prima di tutto i tre partiti che hanno ritenuto opportuno intervenire pubblicamente: PD, Pdci e Prc. In merito ai consigli di non fidarci del Partito Democratico in quanto non avrebbe le carte in regola per occuparsi di diritti civili, dobbiamo ammettere che purtroppo ricordiamo anche noi qualche posizione contrastante a livello politico nazionale nel PD per quanto riguarda le unioni di fatto, ma sembra un difetto abbastanza diffuso in molti partiti: ricordiamo anche le dichiarazioni di un importante esponente nazionale del Pdci contro la candidatura di Vladimir Luxuria, esponente di battaglie borghesi e a suo dire meno meritorie di attenzione rispetto a battaglie proletarie.
Si parla di avvenimenti lontani e su scala nazionale, per noi non contano: abbiamo apprezzato realmente e riteniamo sincero l’appoggio dimostratoci dai partiti locali sulle nostre richieste. Partiamo da qui (Reggio Calabria) e ora (elezioni amministrative) e le parole espresse da questi tre partiti hanno per noi la stessa importanza.
Ripetiamo che le domande erano poste ai candidati a Sindaco in quanto non volevamo essere noi a fare la conta di quanti partiti all’interno delle coalizioni ci appoggiassero e quanti no, ma riteniamo le parole del candidato sindaco come impegno per tutta la coalizione. Solo due candidati hanno risposto alla nostra richiesta di essere presi in considerazione, dagli altri neanche una parola. Va bene così, ci saranno altre occasioni si spera, ma è d’obbligo un vero grazie a Massimo Canale e Demetrio Arena per aver ritenuto le nostre problematiche degne di una risposta.
Le due risposte sono però evidentemente diverse nel contenuto: mentre Canale ha passato in rassegna le nostre richieste ed ha confermato la sua condivisione per ognuna di esse, nella risposta di Arena c’era un’evidente voglia di collaborare (dimostrata anche nel nostro incontro) ma non si diceva nulla riguardo al registro delle coppie di fatto, anche omosessuali, sulle quali infatti il candidato di centrodestra durante l’incontro si era detto contrario.
Viste le sole due risposte al nostro appello e viste le differenze abbiamo deciso di sostenere pubblicamente Massimo Canale nella sua candidatura a Sindaco della città. Dietro la scelta non c’è una semplice operazione matematica: un candidato ha detto tre sì e l’altro solo due… Abbiamo prima di tutto ritenuto necessario per la nostra correttezza e la voglia di partecipare al cambiamento della nostra città, seppur dalla nostra ottica “ristretta”, rendere pubbliche le nostre opinioni, superando ogni discorso legato alla “convenienza politica”. Le prime parole dello statuto della nostra associazione parlano di libertà, partecipazione, lotta contro l’emarginazione e per l’uguaglianza dei diritti per la popolazione lgbt: questo ci obbliga a prendere una posizione non a vantaggio di chi ha detto più sì, ma di chi ha colto che solo così si tendeva al rispetto della nostra richiesta di non essere più considerati cittadini si serie B. La battaglia per un riconoscimento delle coppie di fatto è espressione prima dei nostri ideali, è la volontà di avere oltre che gli stessi doveri anche gli stessi diritti di una persona eterosessuale; è la battaglia perché , anche a livello amministrativo, si capisca che fare parte pubblicamente e ufficialmente di una coppia stabile, per tutte le coppie e a maggior ragione per quelle che non hanno la possibilità di ricorrere al matrimonio, deve essere un diritto. E che la politica ha il dovere di valorizzare queste “formazioni sociali” e di non fare finta di non vedere. Dire sì alla lotta all’omofobia ma no ad un registro delle coppie di fatto anche omosessuali è dal nostro punto di vista un po’ contradditorio: si dice che l’omofobia è sbagliata, ma gay, lesbiche, bisessuali e trangender vengono considerati “meno cittadini” degli altri, perché non meritevoli  degli stessi diritti. Facciamo pertanto un appello a sostenere la candidatura a Sindaco di Massimo Canale non solo alla popolazione lgbt, ma a chiunque abbia a cuore le battaglie per i diritti civili, perché la battaglia di una minoranza è la battaglia per tutta la comunità.
Gli stessi motivi ci portano a sostenere alla guida della Provincia l’avvocato Giuseppe Morabito: per l’attenzione che ci ha riservato, per la vicinanza dell’Assessore Tucci e del Consigliere Omar Minniti, per l’isituzione di un innovativo osservatorio contro l’omofobia, per aver attuato alla Provincia una “politica lgbt” prima ancora che sul territorio ci fosse l’Arcigay a richiamare l’attenzione su alcune tematiche.
Vorremmo chiudere dedicando solo qualche parola alle polemiche seguite ai sì di Massimo Canale alle nostre richieste: nonostante non ci aspettassimo i complimenti del Governatore regionale Giuseppe Scopelliti  al candidato Sindaco del suo stesso partito per l’apertura e la disponibilità al confronto, seppure su posizioni distanti, non ci saremmo neppure mai aspettati che il sì alle nostre proposte venisse “usato” per un attacco politico. E’ stata un’indiretta risposta anche a noi e alla nostra battaglia. Inutile ricordare che nessun Sindaco ha la possibilità di celebrare matrimoni gay che non esistono (noi diciamo purtroppo) e che possono essere istituiti solo da una legge nazionale, e che le nostre richieste riguardano solo una richiesta di “attenzione” e apertura agli amministratori locali che oltre questo sul tema possono fare ben poco.
Siamo un’associazione nata per uno scopo preciso, di libertà e uguaglianza, e riteniamo la scelta di appoggiare pubblicamente Massimo Canale (unico ad aver dimostrato di condividere apertamente le nostre “necessità”, a rischio, come è successo, che questo potesse essere usato politicamente contro di lui) l’unica scelta che rispetta il senso con il quale abbiamo deciso di dare vita alla nostra associazione.

Andrea Misiano
Presidente “I Due Mari” comitato provinciale Arcigay di Reggio Calabria

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