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Reggio, associazione Ladyterranea: “No al nucleare. Si alle energie alternative”

27 Aprile 2011
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Le prime pagine nazionali parlano delle “balle” di Berlusconi: “Il nucleare si farà. Gli accadimenti giapponesi hanno spaventato i cittadini, e il referendum avrebbe cancellato il nucleare”, ha

spiegato il premier, convinto che “fra uno o due anni l’opinione pubblica sarà consapevole della necessità di tornare all’energia nucleare, un destino ineluttabile”. Questa la spiegazione dello stop al piano italiano sull’atomo. Ed è subito putiferio. Ecco che tutte le Regioni osannano le energie alternative e cercano di incentivarne la produttività. E noi Calabresi? Che facciamo? Abbiamo un modernissimo impianto eolico che taglia la regione da Caraffa (CZ) a Crotone. Si tratta di pale disseminate lungo il territorio che girano, costanti, al vento. Si, ma a vuoto! Hanno lo stesso valore delle girandole per bambini. Tre sono le inchieste in corso aperte dalla Procura della Repubblica di Catanzaro sulle procedure amministrative e di realizzazione di questi parchi eolici. Ed è una lunga storia, che comincia nel 2006. L’inchiesta principale, affidata al sostituto procuratore della Repubblica Carlo Villani, conta una decina di indagati, tra ex amministratori regionali, imprenditori e faccendieri, e ruota sulle linee guida della Regione per la costruzione dei parchi eolici. Un’inchiesta che deve fare luce su una mazzetta da due milioni e 400 mila euro mezzo di euro per chiarire se tali provvedimenti regionali furono messi in atto per favorire qualche imprenditore vicino ad ex amministratori regionali. Le altre due inchieste sull’eolico sono affidate al sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio. La prima riguarda presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nella realizzazione e gestione di un parco eolico in provincia di Crotone. Del resto, è di qualche giorno fa, la vergognosa intervista di Report all’Assessore Provinciale Franco Senatore in merito alla costruzione di parchi eolici nella provincia di Crotone. L’Assessore, con delega all’energia, si è mostrato agli italiani come persona scevra da qualsiasi nozione di “energia” e totalmente all’oscuro dei fatti, banalizzando le indagini in corso con un lavativo “se lo dite voi ne prendo atto” e rassegnando un paragone poco pertinente con le barzellette che si raccontano alle elementari. La seconda inchiesta è relativa alla violazione di procedure urbanistiche ed amministrative di un parco eolico a Girifalco (Cz).
L’indagine è partita dalle denunce di alcuni cittadini, tra cui un docente universitario di Napoli, Salvatore Tolone, che aveva parlato di dati di fatto “inconfutabili, come un falso spacciato per errore, con tecnicismo da analfabeta nelle mappe redatte dall’impresa e che stanno alla base del progetto realizzato dalla società Brulli Energia di Reggio Emilia, che indicano una scala di 1:2500 mentre in realtà sono di 1:2000. Tuttavia queste irregolarità non hanno impedito alla società emiliana di ottenere l’autorizzazione in quanto “nessun cittadino aveva prodotto osservazioni”.
In particolare l’attenzione degli investigatori si sta concentrando sugli impianti realizzati nel crotonese e nella zona a ridosso tra le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria. Al vaglio della Dda di Catanzaro ci sono anche una serie di intimidazioni e danneggiamenti subiti da alcune società che si sarebbero opposte ad avere una diretta compartecipazione societaria da parte di esponenti della ‘ndrangheta. Ragion per cui le nostre “pale” girano, ormai da cinque anni, a vuoto. Ed ecco che scende in campo l’associazione femminile Ladyterranea e apre la sua “inchiesta” ponendo interrogativi dal punto di vista delle donne: gli addetti ai lavori sostengono che per ammortizzare i costi di ogni singola pala – e perché ci siano, dunque, benefici economici – sono necessari quasi 30 anni di attivazione. Le spese di costruzione degli impianti eolici, le presunte mazzette, i 30 anni in questione per l’ammortamento delle spese…chi risponde di tutto questo denaro pubblico? Perché, finché le pale girano a vuoto, può sembrare un gioco per bambini….ma quando sono le Calabresi a indignarsi profondamente c’è poco da scherzare….

Serena Cara
Vicepresidente associazione Ladyterranea

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