Il pubblico ministero Beatrice Ronchi, al termine di una requisitoria protrattasi per circa otto ore, ha richiesto al Tribunale di Reggio Calabria la condanna, con una pena esemplare, per Gioacchino Campolo, “il re dei videopoker”. Sono in tutto 21 gli anni di reclusione
richiesti al Collegio dall’Ufficio di Procura. Campolo è alla sbarra per due casi di estorsione: uno nei confronti dei dipendenti della ditta A.R.E., che sarebbero stati costretti, tramite la minaccia di licenziamento, a firmare buste paga con un importo economico superiore a quello effettivamente percepito, l’altro aggravato dalle modalità mafiose perché esercitato, secondo l’accusa, grazie all’intervento del boss di San Giovannello, Mario Audino, che avrebbe permesso a Campolo di posizionare i propri videopoker all’interno dello storico locale “Ritrovo Morabito”, ubicato, fino a qualche anno fa, nei pressi degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Campolo è ritenuto vicino a diverse cosche della ‘ndrangheta, tra cui la famiglia Zindato, che gli avrebbe permesso di installare i propri videopoker in alcune sale ricadenti nel territorio di Modena-Ciccarello. Al termine della propria lunghissima requisitoria, il pm Ronchi ha anche chiesto la trasmissione degli atti per incriminare Campolo di concorso esterno in associazione mafiosa.
Nelle prossime ore su Strill.it il resoconto completo dell’udienza odierna.
