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Reggio: Fiamma Tricolore dice no alla centrale a carbone di Saline

3 Novembre 2010
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Di seguito la nota diffusa dal Movimento Sociale Fiamma Tricolore

Quanto vale la democrazia? Dipende! Dipende da quanto questa possa portare guadagni alle lobbies finanziarie e da quanto la volontà popolare sia allineata agli interessi di questi soggetti economici transnazionali.

 Altrimenti poco o nulla valgono le posizioni e gli atti delle istituzioni e gli enti deputati a rappresentare ed attuare la volontà popolare. Ed è proprio il caso della possibile costruzione nel territorio di Saline Joniche di una centrale elettrica a carbone, dove nonostante si siano espressi già negativamente il Ministero dei Beni Culturali, la Giunta ed il Consiglio Regionale della Calabria, la Provincia ed il Comune di Reggio, le amministrazioni del comprensorio Jonico e diverse associazioni di varia vocazione, dove nonostante la quasi totalità della popolazione sia contraria, il progetto della centrale elettrica procede comunque. Dovrebbe bastare solo questa riflessione per bloccare definitivamente ogni discussione sulla volontà di costruire la centrale, ma la battaglia pare non possa fermarsi di fronte all’evidenza del semplice buonsenso. Nessun problema e intanto continuiamo con le nostre ragioni. L’ex Liquilchimica, area dove dovrebbe sorgere questa centrale, è già simbolo di scelte politiche scellerate e fallimentari che invece di valorizzare il nostro territorio hanno contribuito ancora di più ad umiliarlo, perché allora invece di far tesoro degli evidenti errori passati si persevera diabolicamente in queste disgraziate scelte? Eppure le alternative non mancherebbero. Infatti l’area sulla quale dovrebbe sorgere questa centrale elettrica investe una zona di grande interesse naturalistico e paesaggistico, non solo per la stupenda costa invidiataci da tutto il mondo ma affatto sfruttata, non solo per la bellezza geomorfologica delle tre rocce di Praca, Presterà e Pentedattilo, ma anche per il passaggio migratorio, nel pantano di Saline, di molte razze di uccelli anche in via d’estinzione. Logica vorrebbe, pertanto, che piuttosto di riempire i nostri cieli di fumo nero ci si attivasse per promuovere una economia che valorizzi la vocazione chiaramente turistica di questo territorio. Tra l’altro ci è d’obbligo ricordare che la Calabria esporta già il 66% dell’energia che produce in esubero perché non ha industrie e lavoro. Non sarebbe allora più opportuno, invece di esportare ed alimentare con la nostra energia le grandi industrie del nord, creare prima direttamente qui sul nostro territorio nuovi ed importanti posti di lavoro attraverso una politica seria che promuova la creazione di strutture, servizi ed infrastrutture per il turismo, e che incentivi la nascita di piccole-medie aziende produttive anche in collegamento con le facoltà di ingegneria delle Università di Reggio e Cosenza ed il porto di Gioia Tauro? Infine, se ancora tutto questo non dovesse bastare per arrestare l’arroganza delle multinazionali, bisogna svelare l’ultima bugia. La SEI può impegnarsi quanto vuole in incentivi che riducano il costo dell’energia elettrica nella zona jonica, ma i soldi risparmiati non saranno mai pari a coprire le salatissime sanzioni economiche che l’UE applicherà all’Italia e che per il cittadino italiano si tradurranno in un aumento del debito pubblico e quindi in un aumento delle tasse. La centrale elettrica a carbone, infatti, produrrà 7,5 milioni di tonnellate in più di CO2 all’anno, il che in evidente contrasto con gli impegni assunti dall’Italia assunti in ambito comunitario ed internazionale di ridurre sensibilmente l’emissione di gas serra.

La federazione provinciale reggina del MSI-Fiamma Tricolore, per quanto esposto sopra, intende entrare attivamente nel comitato contro la costruzione della centrale a carbone di Saline e sostenerne qualsiasi iniziativa, e pertanto annunciamo la nostra presenza alla manifestazione organizzata dal comitato a Saline in giorno 6.

 

 

 Giorgio Arconte – Membro del Comitato Centrale

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