
di Seby Romeo* – Hanno fatto pace. O meglio, non si fanno più la guerra:rinviata di qualche settimana.
La città ha di nuovo una giunta,che, dopo due mesi di crisi, è molto simile a quella di Scopelliti,manca la Freno, Suraci non è mai stato assessore del Governatore.
Gatto diventa assessore(auguri)vuole fare il Sindaco,almeno in giunta ci è arrivato.
Raffa ha tenuto per sé qualche delega pesante,magari per affidarla in seguito,ma anche su questo non cambia nulla:Lascala non è mai stato assessore al Bilancio e la titolare rimane al Suo posto,almeno per ora,Canale perde i trasporti,vero,ma tranne che per polemizzare non se ne è mai occupato,almeno in termini di risultati apprezzabili per la comunità.
Se ne sono detti di tutti i colori,sul piano personale e su quello politico(?)adesso tenteranno di andare avanti.
Alcune cose sono però chiare.
Il manuale Cencelli è paragonabile al libro cuore,al cospetto del codice spartitorio utilizzato dagli esecutori materiali degli ordini del ducetto,ai quali va dato atto di essere stati coerenti sino in fondo:i “30” non hanno mai posto questioni di contenuto(memorabile l’esordio in un bar),anzi,obbedire,credere e combattere è il loro motto e così è stato.
Senza pensare,mai.Non alla città,per carità,ma a nulla,così non si rischia.
Il Governatore non poteva permettersi di fare mettere le mani da un qualsivoglia commissario nei documenti del Bilancio,quelli da sempre negati alla conoscenza ed alla legalità:nessuno potrebbe coprire le anticipazioni di cassa senza atti corrispondenti,l’utilizzo distorto delle somme vincolate,il mancato versamento di contributi previdenziali,la fittizia iscrizione di crediti e l’omessa iscrizione di debiti,l’andamento incontrollato ed oscuro dei derivati,mi limito a questi pochi esempi.
Il Governatore non poteva permettersi di lasciare alcuni settori nevralgici del Comune in mani non amiche,troppo pericoloso,di questi tempi.
Reggio paga il clima di fine impero,priva di una classe dirigente degna di questo nome,che il PDL non ha,impegnati come sono nella contesa ,ormai scoperta, di prebende e benefit vari.
Il modello Reggio è imploso,si è asaurito,del resto serviva al raggiungimento di obiettivi personali,conseguiti i quali non poteva durare oltre.
Rimangono i debiti,le opere mai ultimate o avviate,l’assenza di una strategia per il futuro,ma questo non fa parte del marketing applicato alla politica,degli slogan senza i risultati,almeno per la comunità .
Raffa chiarirà in Consiglio Comunale circa le sue ripetute denunce sui temi dell’agibilità democratica e, se gli verranno consegnati i documenti(ne dubito)sul Bilancio.
Scopelliti dirà quale cricca è tornata a Palazzo s.Giorgio,se vorrà.
Poi basta,perché nel frattempo sarà chiaro che l’UDC non avrà la Provincia(quella di Reggio,s’intende)ed il coordinatore regionale del fu-PDL sarà sempre Lui o stretto collaboratore.
Il Comune sarà la Sua Arena e palazzo Foti un ente Fedele.
E quindi riprenderanno le liti ed i documenti e le interpartitiche e le dimissioni(minacciate)ed i distinguo e le scomuniche.
Poi tornerà la pace,o meglio smetterà la guerra e ci sarà qualche altra promessa,magari per l’UDC(non di Reggio,s’intende) ed il teatrino continua.
Difronte a questo indecente spettacolo,cinicamente in onda a discapito degli interessi generali,il Pd e tutte le forze sane e responsabili della nostra città hanno il dovere di abbandonare ogni indugio e costruire una credibile,autorevole,partecipata proposta alternativa di governo.
Un progetto fondato sui bisogni concreti e proteso ad un futuro per Reggio.
La condizione nella quale versa la nostra città reclama impegni urgenti,rimbocchiamoci le maniche.
Ps:almeno adesso, a tumulazione avvenuta,Chizzoniti convochi il Consiglio Comunale.
*Consigliere comunale Pd Reggio Calabria




