La stagione estiva è alle porte e Reggio Calabria si prepara a diventare centro gravitazionale della provincia e polo turistico della Calabria. Da anni però i cittadini reggini notano sempre più il degrado esistente che viene puntualmente mascherato dalle notti bianche e dalla movida reggina che nel periodo estivo trasforma il lungomare della città in un immensa discoteca con tanti reggini e pochi turisti.
Degli scarichi fognari che sfociano praticamente lungo tutta la nostra costa, del cattivo gusto di permettere, in alcune parti della città, che le spiagge diventino piattaforme illegali di rimessaggio delle barche impedendo e limitando di fatto gli spazi ai bagnanti, della carenza di servizi minimi necessari per garantire un adeguato servizio turistico come docce, fontanelle e parcheggi pubblici non se ne sente proprio parlare. Le spiagge reggine ormai sono diventate luogo di frontiera in cui chi primo arriva bene alloggia, dentro le quali ognuno può posteggiare la propria barca o in caso piazzare l’ombrellone per lasciarlo piantato nello stesso luogo per tutta la stagione evitandosi così di dover di volta in volta andare a trovare il posto in cui poter sostare e godere dei benefici solari. Praticamente stabiliscono l’acquisizione di quei pochi metri quadrati che diventano così proprietà privata a disposizione dell’irrispettoso cittadino. A tutto questo si aggiunge il degrado sempre maggiore in cui versa la nostra amata via marina, quel lungomare Falcomatà che il compianto Italo con enormi sforzi,duro impegno e grandi sacrifici riuscì a regalare in tempi brevissimi a tutti noi ed alla città intera. La più grande attrazione turistica che possiede la nostra città in pochi anni di totale abbandono si è trasformata in un indecoroso parcheggio di opere incompiute che lentamente sono andate a deturparne l’immagine ed un’ideale foglio in cui molti vandali possono lasciare colorati disegni e belle frasi d’amore. A tutto questo si và ad unire un tremendo silenzio di chi quella via marina l’avrebbe dovuta tutelare e valorizzare. Sembra invece che ci sia un tentativo quasi di minarne l’immagine e di sminuirne l’importanza simbolica che questa ha per un periodo storico-politico che la città ha attraversato. In questi anni si è pensato solo all’intitolazione dell’arena dello stretto ad un esponente reggino dell’estrema destra e di spostarne il baricentro al suo interno portandoci suoni, canti e balli incuranti di ciò che succedeva fuori da quei pochi metri quadrati. Al sindaco Raffa voglio lanciare un appello: “se lui ci fornirà la pittura noi giovani democratici ci offriamo volontari per il ripristino dell’antico splendore della via marina che dei murales farebbe volentieri a meno”. I Giovani Democratici reggini non possono permettere che questa città e i suoi simboli vengano trascurati e abbandonati perché sono fortemente convinti che Reggio abbia tutte le potenzialità per diventare un importante e reale polo turistico della Calabria. Così come è organizzata da un paio di stagioni, l’estate reggina sembra più uno specchietto per le allodole lanciato in faccia ai cittadini piuttosto che un reale progetto di sviluppo turistico. Al sindaco Raffa chiediamo di avere spiagge pulite, libere e con i servizi indispensabili per rilanciare il turismo estivo che non può non passare soprattutto dalla valorizzazione delle spiagge periferiche che lungo la costa si estendono per tutto il territorio reggino. Reggio non dovrebbe essere solo il chilometro più bello d’Italia, fuori da quel chilometro c’è un patrimonio che se valorizzato potrebbe far diventare Reggio Calabria una delle città più belle d’Italia.
Massimiliano Tramontana
Segretario Provinciale GD-Reggio Calabria




