Quello che tutti sospettavamo da tempo, e che l’onda ha disperatamente tentato di arginare, si è avverato.
Appare disarmante un innalzamento delle tasse universitarie spropositato alla Mediterranea, in pieno contrasto con gli scarsissimi servizi rivolti agli studenti (basti pensare alla particolare situazione che vive Giurisprudenza).
I protagonisti occulti di una così brutale confisca del sapere alle classi più disagiate, che non possono permettersi il pagamento delle rette, sono i Ministri Tremonti e Gelmini.
Eliminando più di 4 miliardi di euro per gli atenei il risultato pareva scontato e inermi assistiamo al restringimento delle fasce sociali che possono permettersi di esercitare un diritto allo studio sempre più stracciato.
Il governo italiano, in controtendenza rispetto al resto del mondo, invece di investire su formazione e saperi, taglia loro fondi, servizi, favorisce i baronati, condanna al precariato eterno i ricercatori e soprattutto BRUCIA UNA GENERAZIONE INTERA.
Il disprezzo verso questa abnegazione totale del diritto allo studio, ottenuto con anni di lotte studentesche, è tanto e fa salire un senso di disgusto nei confronti di una esecutivo concentrato, più che sul paese, sul suo naso.
Gli studenti della mediterranea hanno fatto bene a manifestare con forza il proprio dissenso, e la Federazione degli Studenti si unisce a tutti loro per impedire che questa privatizzazione, non nella forma ma nella sostanza, diventi realtà.
A qualunque situazione di protesta, discussione e confronto saremo totalmente disponibili, nella convinzione che TUTTO IL RAMO DELLA CONOSCENZA DEVE ESSERE UNITO CONTRO UN GOVERNO CHE ALLA CULTURA PARE NON DARE CONTO, O PEGGIO, AVERE PAURA DELLA STESSA. Prezzi da scuola privata certamente non invogliano gli studenti medi calabresi, e anche
siciliani, ad intraprendere gli studi nell’università mediterranea. UN APPELLO, CHE TUTTA LA FEDERAZIONE VUOLE TUONARE CON FORZA, è DI SEDERSI AD UN TAVOLO, EVITANDO IL MURO CONTRO MURO, PER INTRAPRENDERE UNA DISCUSSINOE SERENA, SENZA PREGIUDIZIALI, AVENDO A CUORE IL FUTURO DI UN’UNIVERSITà CHE RAPPRESENTA IL FUTURO DI UN’INTERA FETTA DI REGIONE E DI GENERAZIONE.
Ragioniamo con tutte le parti interessate, ANCHE CON GLI STUDENTI MEDI, a finire con gli impiegati, su come poter arginare il fiume in piena che sta disossando il bene pubblico dei saperi.
Un caposaldo della discussione, però, dobbiamo tenerlo bene a mente:
TUTTO IL RAMO DELL’ISTRUZIONE, NEI VARI LIVELLI, DEV’ESSERE IL LUOGO IN CUI
SI RISCONTRA NEI FATTI IL VERO RISCATTO SOCIALI DELLE GIOVANE
GENERAZIONE E DELLE CLASSI Più DISAGIATE.
L’ISTRUZIONE DEVE ESSERE PUBBLICA NELLA SOSTANZA, NON SOLO NELLA FORMA, E DEVE GARANTIRE A TUTTI LA PIENA ACCESSIBILITà. NON SOLO, DEVE STARE ACCANTO AI Più DISAGIATI.
Un’univerisità che non garantisce i servizi base non può permettersi il
lusso di porre tasse da privata.
LO SPIRITO CON CUI TUTTO Ciò STA AVVENENDO è CHIARO: RENDERE LA SCUOLA E LE UNIVERSITà ACCESSIBILI SOLO
ED ESCLUSIVAMENTE ALLE éLITE, ALLE CLASSI Più BORGHESI E CONSERVATRICI,
CHE FANNO COMODO AL GOVERNO DEL MALAFFARE.
VIENE ALLA GOLA UN MONITO ANTICO, IMPORTANTE E ATTUALE, ERA ANTONIO GRAMSCI CHE AFFERMAVA:
AGITATEVI PERCHé AVREMO BISOGNO DI TUTTO IL VOSTRO ENTUSIASMO.
ORGANIZZATEVI, PERCHé AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA FORZA.
STUDIATE, PERCHé AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA VOSTRA INTELLIGENZA.




