In merito alle insistenti voci, demagogiche e populiste, dobbiamo precisare che il “protocollo d’intesa sulle posizioni organizzative” allegato alla deliberazione n. 216, è il solo atto demandato in materia alle relazioni sindacali
ed è il solo atto che ha visto corresponsabile Rappresentanze Sindacali ed Amministrazione. In maniera inequivocabile possiamo affermare, ad alta voce e senza tema di smentita, di non aver partecipato a nessuna “spartizione, lottizzazione o applicazione di manuale cencelli o altro”; questo modo di fare ed agire non ci appartiene.
Allo stesso modo e con altrettanta chiarezza, dobbiamo affermare che il protocollo sottoscritto, stabilisce criteri generali e fissa il tetto massimo delle somme utilizzabili, nel rispetto dell’accordo di dicembre 2007, ed il numero delle posizioni organizzative.
Noi avevamo chiesto, nella logica della bozza di contratto decentrata licenziata da tutta la RSU del settembre 2008: la pubblicizzazione attraverso avvisi interni delle p.o; la suddivisione dipartimentale e di ambito delle varie p.o tranne che per quelle necessariamente accentrate; la garanzia che tutti i profili professionali, almeno uno, fossero presenti all’interno delle posizioni organizzative; l’incompatibilità della funzione coordinamento e posizione organizzativa, per evitare accentramento e duplicazione di incarico negli stessi soggetti per coloro i quali ricevevano l’ incarico dopo il 31.08.2001; il decadimento dall’incarico, ad un anno, anche in mancanza di valutazione; la garanzia che fossero rappresentati tutti i profili professionali con almeno una posizione organizzativa.
Ma, come al solito e nel rispetto della “tradizione”, la Direzione Generale, forse, per rispondere ad altre logiche, ha ritenuto di adottare le deliberazioni 216/10 e 217/10, stravolgendo o adattando alla bisogna, secondo libera interpretazione, il protocollo, non rispettando accordi e norme contrattuali.
Eravamo e siamo convinti che questo istituto contrattuale unitamente alla definizione dei coordinamenti, dovessero rappresentare la molla per la riorganizzazione dei servizi sanitari, dobbiamo invece registrare che sono serviti a soddisfare appetiti ed elargire prebende. Tanto i Direttori Generali passano e dietro di loro macerie, lasciando, a chi resta, fronteggiare i malumori e di essere additati al pubblico ludibrio per responsabilità non loro. A noi rimane la speranza che il successore faccia del rispetto delle regole e degli accordi il proprio credo, solo su queste basi ci può essere intesa e collaborazione.
Il Segretario Aziendale
Francesco Politanò




