È molto fitto il confronto che si è sviluppato sulla Sanità nella Piana di Gioia Tauro. Dopo aver preso posizione con una nota, oggi, avvertiamo la necessità di puntualizzare alcuni aspetti.
Infatti, come abbiamo più volte affermato, ribadiamo che, per la salute dei cittadini della Piana ,serve un ospedale specialistico efficiente e funzionale che dia risposte anche dal punto vista logistico.
Davvero, non abbiamo mai voluto entrare in dispute campanilisti e perciò non abbiamo mai “tifato” per nessuna soluzione. Il contrario a questo sarebbe stato in contraddizione con la storia di una Cgil che vuole essere sempre più la Cgil di tutta la Piana e non della somma dei paesi della Piana. Ospedale nuovo o unico? Sottili differenze, formali, che appartengono ad una idea vecchia della politica che, a volte, serve solo ad alimentare la polemica. Oggi vi è una sola necessità. È questo il senso delle nostre parole: avviare, da subito, la costruzione della nuova struttura ospedaliera. Con spirito laico, senza riserve mentali, guardando l’interesse generale della cittadinanza la Cgil è pronta a sostenere la costruzione dell’ospedale a Palmi, come contenuto nel piano “Loiero” se avviene subito. Nello stesso modo siamo disposti a sostenere ogni altra soluzione purché si tratti, sempre, di un avvio immediato di realizzazione dell’opera ospedaliera. Di fatto, non abbiamo mai parlato di luoghi di localizzazione, perché sapevamo che sarebbe servito solo a far nascere dispute campaniliste. L’aver detto di volere una struttura baricentrica, per noi, non vuol dire di aver indicato un luogo, ma vuol dire di puntare ad avere una struttura facilmente raggiungibile ed in grado di garantire a tutti il diritto alla salute. Il problema non consiste nei pochi chilometri che spostano Palmi da Cannavà ma il modo in cui ambulanze e cittadini raggiungono da ogni angolo, celermente, l’ospedale. Riteniamo che sindaci e politici, oltre a pretendere l’avvio dei lavori per l’ospedale nuovo o unico, debbano impegnarsi per potenziare le strutture esistenti e per fornire livelli assistenziali dignitosi per tutti, prima e dopo la costruzione dell’ospedale. Non si può più sopportare che i cittadini della Piana continuino a morire di “malasanità”. Cittadini costretti a continue emigrazioni. Famiglie costrette ogni volta a vivere nel dubbio che forse le estreme conseguenze si potevano evitare. È con questo spirito, con la speranza di una sanità migliore che ci stringiamo intorno alla famiglia di Gianluca, il dodicenne deceduto nei giorni scorsi, con l’augurio che sia fatta chiarezza sull’accaduto. Sempre con lo stesso spirito chiediamo ancora che il presidente Scopelliti illustri la sua idea di sanità per la Piana. Chiediamo che da subito si inizino i lavori di costruzione dell’ospedale, nuovo o unico perché serve a vivere in salute e non a morire di malasanità.
Il Segretario Generale
Antonino Calogero




