Lo spettacolo parte dalla necessità di raccontare la nostra terra: una specie di viaggio attraverso il tempo, una sorta di “ritorno al futuro” percorso dagli occhi innocenti di una bambina; è lei il filo
conduttore della storia, colei che osserva; e attraverso parole a volte sussurrate e a volte cantate, ci riporta a ciò che i suoi occhi vedono, proiettando allo spettatore le immagini che i suoi occhi assorbono dal reale.
Una successione di brani intrecciati in una fitta tessitura di racconti che si intersecano tra loro, una miscela di suoni tradizionali e moderni, popolari ma anche vagamente esotici; lo stile, insomma, del giovane gruppo reggino: Domenica Buda, voce; Pietro Mesiano, chitarra classica e acustica; Francesco Speziale, chitarra classica e battente.
Alla Sala SpazioTeatro, per l’intero fine settimana, ore 21.00




