L’on. Elio Belcastro, vice segretario nazionale del partito Libertà e Autonomia “noi SUD” e componente della Commissione parlamentare Antimafia,
plaude all’operazione della squadra mobile di Reggio Calabria, coordinata dalla DDA, che con “Cosa mia” ha inflitto un duro colpo alle ‘ndrine che avevano messo le mani sui lavori di ammodernamento dell’A3.
Ancora una volta – mentre la magistratura e le forze dell’ordine, in Calabria, assicurano alla giustizia i capi dell’organizzazione malavitosa, i familiari più stretti ed i prestanome –emerge ed in maniera inquietante il coinvolgimento di dirigenti delle grandi imprese, che per la loro dimensione dovrebbero essere, di fatto, impermeabili ad ogni attività estorsiva.
Non si può sottacere, a parere di Belcastro, che le grandi imprese per il tramite di loro alti dirigenti, che i magistrati definiscono “soggetti di cerniera tra le imprese e le cosche”, si relazionavano con i clan, rinunziando a mettere in campo la forza che colossi come Impregilo e Condotte avrebbero potuto attivare per arginare ogni richiesta estorsiva proveniente dalla criminalità organizzata.
I grandi appalti fanno parte della torta che le grandi imprese del nord si spartiscono compromettendosi, in fase di gestione, con la criminalità locale, pur di conseguire profitti ed utili. Se questo è un dato, secondo Belcastro, occorre stigmatizzare ogni “strategia aziendale” che si estrinseca attraverso rapporti, di qualsiasi tipo, con la criminalità organizzata e val la pena di interrogarsi per capire fino a che punto è tollerabile l’invasione delle imprese del nord, che agiscono come se fossero padroni del territorio, ai danni delle popolazioni del sud e della Calabria in particolare.
La sana imprenditoria calabrese, che mal sopporta certe logiche e che però non può competere con le grandi imprese ed è costretta ad indietreggiare, potrebbe far valere la sua voce, il suo impegno e la sua intransigenza, sapendo di dover salvaguardare da ogni infiltrazione criminale, anche a tutela delle generazioni che verranno, il territorio dove opera; di contro i potentati del nord, che dai dati recenti dimostrano di eccellere anche per evasione, pensano solo ad arraffare incuranti dei guasti, che con i loro comportamenti perversi e compiacenti, generano in un contesto sociale già devastato.




