
di Corrado Rindone e Antonino Vitetta – Io e Totò, ispirati da Frank Red e dai nostri cinque o sei lettori, abbiamo elaborato una proposta finalizzata a risolvere, una volta per tutte,
i problemi della mobilità nell’Area Interrotta dello Stretto.
La proposta è rivolta ai politici eletti: nei Comuni calabresi con popolazione superiore a 15.000 abitanti con presenza di almeno 3 piazze nel centro storico; nelle Province calabresi con popolazione inferiore a 1 milione di abitanti; nella Regione Calabria; nel Parlamento e nel Senato della Repubblica dei collegi calabresi. Inoltre la proposta può essere estesa ai Direttori Generali del settore trasporti degli stessi Enti Locali.
Dopo le Tourneè per la presentazione del libro nelle piazze di Schindilifà, Carrapipi, Matiniti (i sutta e i supra) e Laganadi, dopo gli incontri nei posti che contano (il salone della casa abusiva di Totò, il salotto di casa mia, la stanza dell’editore e l’antica locanda) abbiamo raccolto tante lamentele dei cittadini e tante soluzioni proposte dai politici: nel settore della mobilità, in Italia, ma soprattutto in Calabria, molti si lamentano per viaggi interrotti; molte sono le critiche ma poche sono le soluzioni; chi prende le decisioni non conosce a fondo il problema.
Adesso abbiamo le idee chiaramente ben confuse e dobbiamo fare sintesi.
La proposta è semplice ed ha costo zero: i suddetti politici e direttori generali, un giorno al mese, devono avere il coraggio di spostarsi, per l’esercizio delle loro funzioni, utilizzando i servizi di trasporto collettivo. Nella stessa giornata, le autovetture private o blu, bianche o pubbliche, ecc…, dovranno essere cedute ad un lavoratore pendolare con contatto a progetto. L’adesione è libera e dovrà essere comunicata, ogni mese in anticipo, a questo sito web, indicando il giorno prescelto e il nome del beneficiario. Dopo l’adesione, chi non seguirà l’iniziativa, si impegnerà a devolvere in beneficienza lo stipendio di una giornata.
Totò sostiene che, muovendosi come comuni cittadini, i politici possano capire realmente i problemi connessi alla mobilità.
Avvertiamo in anticipo gli eventuali sottoscrittori che l’adesione all’iniziativa potrebbe comportare in sequenza le seguenti controindicazioni:
1) acquistare un biglietto per ogni mezzo di trasporto collettivo utilizzato (bus, treno, aliscafo, …);
2) attendere ad una fermata (bus, aliscafo, …) senza alcuna indicazione su l’orario di passaggio in tempo reale; purtroppo, a volte, non è possibile consultare l’orario programmato nemmeno su un comune pezzo di carta;
3) aspettare nella stessa fermata, sotto la pioggia o sotto un sole cocente, tanto prima o poi passerà;
4) scendere da una corsa e constatare che, rigorosamente da orario, quella in coincidenza è partita da pochi minuti e la successiva partirà fra due ore;
5) salire su un mezzo insieme a tutti i cittadini, accogliere tutte le lamentele e non avere argomentazioni;
6) arrivare a destinazione completamente distrutti, avviliti, in ritardo e senza un’apparente soluzione.
Totò sostiene che solo in questo modo i politici (forse) possono capire cosa significa disattendere il diritto alla mobilità sancito dalla Carta Costituzionale.
Quante adesioni riceverà questa proposta da parte dei politici e dei direttori generali?




