
di Claudio Cordova – Sarebbe dovuto essere il giorno della politica. In realtà, i testi citati nell’ambito del processo “Onorata Sanità”, che vede alla sbarra, tra gli altri, l’ex consigliere regionale Domenico Crea per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, non
si sono presentati presso le aule del Cedir.
I testi, chiamati a deporre dalla difesa di Crea, sono il Presidente del Consiglio Regionale, Franco Talarico, l’assessore regionale Antonio Caridi, il deputato Roberto Occhiuto e il dottor Valenti. Talarico e Caridi hanno risposto alla convocazione con lettere di giustificazioni che, però, non hanno convinto la Corte d’Assise di Reggio Calabria, presieduta da Iside Russo: “impegni istituzionali programmati da tempo” si legge nelle motivazioni. Per i due, al pari di Valenti, il Tribunale, anche su proposta dei pm Mario Andrigo e Marco Colamonaci, ha disposto un’ammenda di 150 euro ciascuno. E’ stato invece “risparmiato” Occhiuto: non vi è prova che abbia ricevuto la citazione.
La difesa di Crea ha poi rinunciato ad ascoltare in aula l’assessore comunale di Reggio Calabria, Enzo Sidari. In precedenza, il perito Antonino Ingemmi è stato affiancato da un collega, l’assistente capo Bruno Inguardia, per la trascrizione delle intercettazioni necessarie al dibattimento. I due hanno quindici giorni di tempo per depositare la documentazione.
Successivamente, è stato stilato un corposo calendario dei testi da ascoltare in aula. La Corte è fermamente intenzionata a dare una forte accelerazione a un processo che, per i ritardi nella trascrizione delle intercettazioni e per i forfait dei testimoni, procede stancamente.
Qualora Talarico, Caridi e Valenti non si presentassero a testimoniare alla prossima udienza, per loro scatterebbe l’accompagnamento coatto, ai sensi dell’articolo 133 del codice di procedura penale.




