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Calciopoli, avvocato Morace: ”Nuove intercettazioni dimostrano inesistenza slealtà di Foti e della Reggina”

21 Aprile 2010
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 7 minuti
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tribunalenapoli

di Claudio Cordova – Il telefono squilla alle 11.20 del 28 novembre 2004. Il designatore arbitrale Paolo Bergamo chiama il presidente della Reggina, Lillo Foti.

 La squadra amaranto, guidata da Walter Mazzarri, si prepara ad affrontare il delicato match in casa dell’Atalanta. Bergamo e Foti si intrattengono per pochi minuti al telefono: scherzano a poche ore dalla gara. Poi Bergamo rassicura il massimo dirigente amaranto sul sorteggio svoltosi negli scorsi giorni. Ad arbitrare la partita sarà Paolo Bertini, mentre gli assistenti sono Calcagno e Babini.

 

Bergamo: “[…] abbiamo avuto anche un po’ di fortuna nel sorteggio, ma fate parte della prima griglia quindi non c’erano dubbi, però Paolo è un amico e poi gli ho messo un assistente di Torino e un altro, Babini, che è un esperto lo sai, Babini è ormai uomo da 170-180 partite di serie A, è uno che non ha paura di niente […]”.

 

I due poi parlano per qualche minuto di alcune situazioni esistenti, in quelle settimane, in seno alla Lega Calcio. Poi, prima dei saluti, una raccomandazione di Foti a Bergamo.

 

Foti: “E mi raccomando, se devi fargli qualche telefonata, fagliela”.

Bergamo: “Già fatto, già fatto stai tranquillo”.

 

Non vi sono riscontri sul fatto che Bergamo avesse già telefonato a qualcuno, presumibilmente all’arbitro, per garantire sulla Reggina. Gli amaranto espugneranno l’Atleti azzurri d’Italia grazie a un autogol di Budan.

 

Il 4 dicembre Bergamo chiama nuovamente Foti. Sono le 12.56, il giorno prima vi sono stati i sorteggi per la gara Reggina-Brescia. L’urna ha designato l’arbitro Racalbuto e gli assistenti Ayroldi e Ambrosino. Anche in questo caso, prima di parlare della gara, i due si intrattengono su altri argomenti.

 

Foti: “Senti, tutto a posto?”

Bergamo: “Per domani tutto preparato, sì sì”.

Foti: “Uh, uh”.

Bergamo: “Stai tranquillo, stai tranquillo”

Foti: “Ti raccomando fagliela n’altra telefonata a questo qua perché…”

Bergamo: “Sì”

Foti: “Sennò domani l’ammazzo io”

Bergamo: “Eh, ma l’ammazziamo più di uno eh”

Foti: “Ah!”

Bergamo: “Stai tranquillo” (ride)

Foti: “Va bene”

Bergamo: “Eh! Anche il numero uno poi, è a posto. Il numero due è n’amico insomma è un bel sodalizio eh”

Foti: “Eh va bene”

 

Racalbuto è lo stesso arbitro di cui la Reggina si lamenta qualche settimana addietro, quando perde il derby col Messina per 2-1. Reggina-Brescia terminerà 1-3.

 

L’11 dicembre, alle 10.57, è Foti a chiamare Bergamo. Il giorno prima l’arbitro De Santis e i guardialinee Stagnoli e Carretta sono stati designati per dirigere Reggina-Cagliari. Per la partita era stato designato Rosetti che viene sostituito per motivi familiari. Bergamo rassicura Foti.

 

Bergamo: “Massimo è tranquillo, ancora meglio eh”

Foti: “Eh vedi un attimo eh”

Bergamo: “No, stai tranquillo è qui con me”

 

La Reggina vincerà 3-2 attirando le furie del presidente del Cagliari, Massimo Cellino, che si lamenterà, e verrà intercettato, proprio col designatore arbitrale.

 

Il 4 gennaio 2005, alle 23.16, Foti chiama Bergamo. In mattinata si sono tenuti i sorteggi e per Reggina-Palermo viene designato l’arbitro Pieri con gli assistenti Foschetti e Lion.

 

Foti: “A Coverciano sei?”

Bergamo: “Sì sì, noi ieri, oggi e domani mattina siamo qua, poi ai ragazzi diamo la via. Oggi abbiamo fatto i test atletici […]”

Foti: “No, importante è che stanno tutti  bene i ragazzi”

Bergamo: “Sì, stanno bene tutti e tre”

 

La partita sarà decisa dal giapponese Nakamura dopo pochi minuti.

 

La Reggina di Lillo Foti è stata condannata dalla giustizia sportiva a quindici punti di penalizzazione (poi ridotti a undici) per slealtà sportiva, scontati nel campionato 2006-2007, culminato con la storica salvezza firmata Walter Mazzarri. Per Foti e per la Reggina il procuratore federale Stefano Palazzi aveva ipotizzato il reato di illecito, che avrebbe significato, con ogni probabilità la retrocessione diretta in B. Oggi, invece, il massimo dirigente amaranto è imputato, a Napoli, al cospetto della nona sezione penale (presieduta da Teresa Casoria), nell’ambito del processo “Calciopoli”, che vede alla sbarra, tra gli altri, anche Luciano Moggi. L’altro grande ex dirigente della Juventus, Antonio Girando, è già stato condannato avendo scelto il rito abbreviato.

 

Per Foti, i pubblici ministeri Beatrice e Narducci ipotizzano il reato di frode sportiva che è punito con la reclusione da un mese ad un anno. Al cospetto della giustizia sportiva e, oggi, di quella ordinaria, la Reggina e Lillo Foti si sono avvalsi della difesa dell’avvocato Carlo Morace. Grazie al lavoro del legale, anni fa, la Reggina riuscì a dimostrare di non aver compiuto un illecito, ma di essersi macchiata solo di slealtà sportiva.

 

Le oltre settanta intercettazioni, principalmente dedicate all’Inter, depositate negli scorsi giorni dalla difesa di Moggi, dimostrerebbero che i colloqui con i designatori arbitrali, messi in atto anche dall’allora presidente nerazzurro, Facchetti, erano una prassi comune presso tutte le società calcistiche e che, quindi, Foti non avrebbe tratto alcun vantaggio dalla propria condotta: “La Reggina – afferma l’avvocato Morace – è già stata assolta, in sede sportiva, dall’accusa di illecito, venendo condannata solo per la slealtà. Nonostante ciò, Foti viene chiamato a rispondere del reato di frode sportiva”.

 

Ora, sicuramente prassi e regole non sono la stessa cosa, ma dalle intercettazioni, di cui, nel corso dell’ultima udienza, il Tribunale di Napoli ha autorizzato le trascrizioni, potrebbero emergere nuove responsabilità anche per altri club che, invece, non sono stati sfiorati, al momento, né dalla giustizia sportiva, né da quella ordinaria: “Le nuove intercettazioni – afferma Morace – rafforzano quello che abbiamo sostenuto in sede di giustizia sportiva e cioè che la Reggina non era e non è colpevole di slealtà, perché non vi è alcuna disparità di comportamento e di trattamento tra le squadre”.

 

Secondo l’avvocato Morace, quindi, la Reggina non avrebbe beneficiato di alcun favore e, quindi, la posizione del club amaranto non sarebbe di superiorità rispetto alle altre squadre. Secondo il legale, le telefonate tra Foti e Bergamo rientrerebbero nei consueti rapporti che ogni società intratteneva con un designatore che, peraltro, manteneva buoni contatti con tutte le squadre: “Bergamo si dimostrava disponibile con tutti. Ascoltando e leggendo il contenuto delle intercettazioni – afferma Morace – Foti non indica mai gli arbitri, nè fa richieste specifiche, Foti richiedeva solamente trasparenza e attenzione. Ne è prova il fatto che le telefonate avvenivano sistematicamente dopo l’inserimento nella griglia dei nominativi degli arbitri e spesso anche dopo il sorteggio stesso”.

 

La difesa, peraltro, sostiene che anche nei casi in cui Foti e Bergamo si siano sentiti prima dei sorteggi, in nessun modo il presidente della Reggina abbia mai esercitato un peso particolare sul designatore. Accade, per esempio, il 7 novembre 2004 alle 22.34, quando Foti chiama Bergamo che, influenzato, non parteciperà ai sorteggi del giorno dopo. La Reggina, dopo aver battuto nell’ultimo turno la Juventus, sarà impegnata a Parma.

 

Bergamo: “Abbiamo valutato Parma-Reggina da seconda fascia perché in prima fascia non ci va”

Foti: “Eh”

Bergamo: “In seconda fascia ci sono un po’ di esperti, ma anche un giovane che sta facendo bene quindi vediamo un po’ che cosa vi tocca”

Foti: “Ti raccomando, è troppo importante”

Bergamo: “Ti dico, c’è un esperto, De Santis, c’è Morganti che è un altro esperto, Saccani ha fatto una quarantina di gare in A, Nucini non ne ha fatte molte ma ha una grossa esperienza e poi come giovane c’è Tagliavento che vogliamo lanciare”

 

Nel caso specifico Bergamo si limita a elencare gli arbitri che potrebbero finire ad arbitrare il match. Il Parma vincerà per 1-0 con un gol di Morfeo a una decina di minuti dalla fine.

 

“Del resto – chiosa l’avvocato Morace – è assurdo pensare che una piccola società come la Reggina potesse avere questo peso su uno dei designatori, che, quasi reggesse i fili della serie A al cospetto di tante altre società che erano e sono dei veri e propri colossi”.

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