
di Claudio Cordova – “Siclari mente sapendo di mentire”. E’ dura l’arringa difensiva pronunciata stamattina dall’avvocato Lorenzo Gatto nell’ambito del processo, presso la Corte d’Appello
di Reggio Calabria, contro i sei uomini che la mattina dell’1 agosto 2007 avrebbero assaltato, in via Ecce Homo, il furgone della Sicurtransport, uccidendo la guardia giurata Luigi Rende.
Nella precedente udienza, l’avvocato generale Franco Scuderi aveva richiesto la conferma dell’ergastolo, come deciso in primo grado, per per i fratelli Giuseppe e Giovan Battista Familiari, di 39 e 32 anni, Giuseppe e Domenicantonio Papalia 36 e 30 anni, Francesco Gullì di 26 anni e Marco Marino, anch’egli di 26
Gatto è intervenuto in difesa di quest’ultimo, l’uomo che, nel corso del processo ha tirato in ballo il collega di Luigi Rende, Giuseppe Siclari, indicandolo come basista della banda. L’arringa difensiva di Gatto si è incentrata soprattutto sulla presunta complicità di Siclari, che, secondo il legale di Marino, avrebbe rilasciato dichiarazioni non corrispondenti alla realtà per allontanare da sè i sospetti.
A proposito di sospetti, secondo Gatto, nella rapina ve ne sarebbero molti non chiariti. L’avvocato ha tentato di dimostrare, anche tramite l’ausilio di sequenze fotografiche che fu proprio la guardia giurata Rende a sparare per primo, colpendo Giovan Battista Familiari, uno dei banditi appena uscito da un furgoncino parcheggiato a pochi metri dal portavalori. Come affermato, peraltro, nelle precedenti udienze, Gatto ha ribadito che, in virtù della presunta complicità del vigilante Siclari, nella rapina i banditi non avevano in progetto di sparare. La circostanza, sempre secondo la difesa di Marino, sarebbe confermata dal fatto che nessuno dei rapinatori armati di pistola aveva il colpo in canna.
Secondo l’avvocato Gatto, peraltro, esisterebbe anche un’informativa della Questura di Reggio Calabria in cui il collega di Rende, Giuseppe Siclari, sarebbe indicato come non estraneo ai fatti.
Il processo Rende, però, è balzato alle cronache, dopo l’attentato alla Procura Generale del 3 gennaio scorso, per la sostituzione del sostituto, Franco Neri, con l’avvocato generale Franco Scuderi. Decisione presa da Neri di comune accordo col Procuratore Generale Salvatore Di Landro, proprio per la presenza nel processo dell’avvocato Gatto, che è anche il legale di fiducia di Neri. Gatto, nella propria arringa, si è soffermato anche su questo, considerando il processo Rende “un processo come tutti gli altri che doveva nascere e morire nelle aule di tribunale”.
Dopo Gatto sono intervenuti anche gli avvocati Sant’Ambrogio e Calabrese. La sentenza potrebbe arrivare già il prossimo 3 marzo. Prima, però, toccherà all’avvocato Antonio Managò discutere in Aula la propria arringa difensiva.




