
Iniziare con oltre due ore di ritardo è già un biglietto da visita pessimo. Ma il sindaco Scopelliti, ormai più attento alla propria campagna elettorale in vista delle regionali, è fuori città. Non si può cominciare senza il “padrone”…di casa.
Anche una volta avviati i lavori, però, il Consiglio Comunale di Reggio Calabria, convocato d’urgenza dal Presidente Chizzoniti dopo il grave attentato subito dalla Procura Generale, non offre di certo spunti memorabili. O, meglio, difficilmente sarà dimenticato, ma non di certo per l’alta qualità espressa in Aula.
La relazione del sindaco Scopelliti si limita a elencare i vari provvedimenti presi in materia di legalità: troppo poco, vista l’aria, di sicuro poco serena, che si respira in città. Troppo poco, ma sicuramente sufficiente, a scatenare una gazzarra, da ambo le parti, in quello che, invece, doveva essere la prova del fuoco per una classe politica, chiamata dalla città a dare un segnale forte alla pressante minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata.
La caciara costringe persino il presidente Aurelio Chizzoniti (che non è di certo una persona remissiva) ad abbandonare l’Aula, frustrato, probabilmente, dall’ennesimo (brutto) spettacolo offerto dai colleghi, di maggioranza e di opposizione.
E se, dal punto di vista concreto, il Consiglio non cava un ragno dal buco, la lunga riunione dell’Assemblea, protrattasi fino a tarda notte, fornisce un ulteriore brutta pagina di politica, incapace di organizzare una “resistenza” condivisa, nonostante i segnali, inquietanti, lanciati dalla ‘ndrangheta.




