“Dietro i fatti di Rosarno c’e’ tutto il fallimento del centrosinistra al Sud”. Lo dichiara il ministro della Cultura e coordinatore Pdl Sandro Bondi al Giornale. “Quello che e’ avvenuto a Rosarno e’ il risultato della confluenza di due fenomeni distinti: il primo e’ il degrado legato all’immigrazione incontrollata, il secondo e’ il degrado di una realta’ sociale profondamente malata e pesantemente condizionata dalla criminalita’ organizzata – continua Bondi -. Questo due fenomeni hanno avuto una lunga incubazione prima di manifestarsi con gli effetti che abbiamo visto. Per questo le soluzioni non sono semplici e immediate. Si puo’ e si deve imporre subito la cessazione delle violenze e riportare l’ordine pubblico. Ma sara’ molto piu’ difficile e ci vorra’ molto piu’ tempo per intervenire sulle cause del degrado, non solo della crisi, che investe molte regioni del Sud”. Secondo il ministro la sinistra in generale e le amministrazioni Loiero, Bassolino e Vendola in particolare, sono in larga parte responsabili del malessere del Mezzogiorno: “La questione del Mezzogiorno e’ stata per lungo tempo la questione privilegiata della politica della sinistra italiana. Bassolino in particolare aveva suscitato, all’inizio del suo mandato, molte speranze. Per questo il suo fallimento e’ stato l’emblema della sconfitta della sinistra”. In merito alle accuse di razzismo da parte dell’opposizione Bondi sottolinea che “queste reazioni sono sbagliate e indicano il rischio della strumentalizzazione politica di questi avvenimenti. In questo modo non si verra’ a capo di niente. In realta’ questa vicenda conferma la necessita’ di una classe dirigente nazionale capace di mettere da parte le polemichette politiche quotidiane per farsi carico con serieta’ dei problemi generali del Paese. I problemi sono cosi’ gravi in alcune regioni del Sud che occorrerebbe rivolgere un appello a tutte le forze sane esistenti per un piano di emergenza e di rinascita del Sud”. A questo fine, per le elezioni regionali, il candidato Pdl per la regione Calabria e’ il sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, il quale, secondo il coordinatore del Pdl, “ha dimostrato doti di competenza e di onesta’ che sapra’ mettere al servizio del governo della regione. Certo non dovra’ essere lasciato solo in questo compito. Dovra’ essere sostenuto da tutte le forze politiche e dal governo in particolare, perche’ come ho detto il compito che ha di fronte e’ davvero difficile e gravoso”. In merito alle tanto attese riforme istituzionali e della giustizia, Bondi ha evidenziato come “dopo l’atto di violenza contro il presidente Berlusconi, tutti, tranne Di Pietro, abbiamo preso coscienza della necessita’ di abbandonare un clima di esasperata conflittualita’ politica e di ricercare la possibilita’ di un lavoro comune sulle riforme”. Anzi, “vi e’ un’ampia convergenza fra le forze politiche sull’esistenza di un problema che riguarda l’equilibrio fra i poteri e gli ordini dello Stato, in particolare fra la sovranita’ del Parlamento e l’amministrazione della magistratura. Se c’e’ la volonta’ di aprire un confronto, le soluzioni concrete si possono trovare. Noi non vogliamo imporre determinate soluzioni. Siamo aperti a punti di compromesso con l’opposizione, a patto che si trovi un rimedio a un problema che tutti riconoscono che vi sia”. Per ultimo Bondi ha teso a evidenziare gli ottimi rapporti che incorrono tra Berlusconi e Fini, dopo le fibrillazioni interne al Pdl tra finiani e azzurri: “La collaborazione ventennale tra il presidente della Camera e il premier e’ sempre stata all’insegna dell’amicizia e della lealta’. Non ho dubbi che sara’ cosi’ anche per il futuro. Entrambi hanno dato vita a un progetto di valore storico. Ci possono essere distinguo o valutazioni diverse su alcune questioni, ma non sulla direzione di marcia e sulla volonta’ di rafforzare un partito che restera’ per lungo tempo nella storia del nostro Paese”. (Velino)




