
di Grazia Candido – Foto di Antonio Sollazzo – Daniel Oren emoziona il pubblico del Cilea. Ieri sera nella massima “culla” dell’arte reggina, è stata scritta un’altra bella ed importante pagina di cultura e gli autori sono stati ancora una volta, i musicisti dell’orchestra “Cilea” diretti per il Galà lirico, in replica questa sera alle ore 21,
da uno dei più grandi direttori d’orchestra del mondo, l’israeliano di Jaffa, Daniel Oren reduce dal successo del “Nabucco” al Politeama di Catanzaro. Insieme al direttore, sul palco del teatro Cilea, torna dopo l’eccellente esibizione dello scorso anno, il violinista Sergej Krilov e, per la prima volta in riva allo Stretto, il soprano venezuelano Anna Lucrecia Garcia.
Oren entra sul palco con indosso la kippà, il tipico copricapo ebraico, che porterà per tutto il concerto, e visibilmente emozionato, inizia un melodico “viaggio” tra le sinfonie del concerto per violino ed orchestra di Mendelssohn opera 64, insieme al magistrale violinista di Mosca.
Il teatro è avvolto dalle melodie ricreate dai bravi musicisti che seguono minuziosamente, il loro direttore, quell’artista che gioisce, soffre, salta sul palchetto quasi a voler seguire quel ritmo travolgente di una musica sublime, perfetta, incantevole.
Le melodie degli archi, la dolcezza dei flauti, i rintocchi dei tamburi trascinano la platea nella seconda parte del Gala lirico che si apre con la vigorosa e penetrante voce del soprano Garcia impegnata nei brani “Pace, pace mio Dio”, “La mamma morta” di Andrea Chenier e “Oh mia patria, sì bella e perduta”.
Gli applausi scroscianti del pubblico alternati da una concitata ovazione, decretano il successo dello spettacolo, del suo eccellente direttore d’orchestra, del violinista, del soprano ma soprattutto dei nostri straordinari musicisti reggini coloro che riescono a dare ogni volta, il giusto tributo ad una terra che ogni giorno, lotta per mostrare i suoi talenti, le sue ricchezze culturali, le sue straordinarie potenzialità.




