Perseverare è diabolico, si sa; eppure l’amministrazione Scopelliti non pare curarsene. Dopo che nel corso del 2008 il Consiglio comunale ha votato ben undici delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio per milioni di euro dovuti al contenzioso “Photored” e successivamente alla deliberazione della sezione regionale della Corte dei Conti che ha richiamato la nostra amministrazione per aver dilapidato (come dimostrato dal rendiconto di gestione per l’anno 2007) oltre 4 milioni di euro per soccombenze giudiziarie dovute all’insipienza gestionale del centrodestra, anche nella seduta del Consiglio comunale del 16 marzo scorso si è assistito al voto favorevole della maggioranza ad altri milioni di debiti fuori bilancio: ben tre milioni ed ottocentomila euro, dovuti ancora al sopracitato contenzioso e notificati all’amministrazione comunale tra l’agosto ed il novembre 2008. Pertanto, si tratta di debiti attuali e non pregressi come il sindaco ha tentato, durante il dibattito, di giustificare.
Perciò, in un solo colpo è stata praticamente eguagliata la somma di criticità raggiunta nel 2007 ed evidenziata dalla Corte dei Conti nella delibera del 25 febbraio 2009.
Mentre la città soffre di molteplici emergenze, il sindaco ed il suo esecutivo continuano a sprecare preziose risorse finanziarie. Non ci si venga a raccontare che il riconoscimento dei debiti fuori bilancio è un atto dovuto, perché quel che conta sarebbe il significato politico. Ci piacerebbe sapere, invece, che senso ha incaponirsi in un contenzioso, quello causato dall’installazione dei famigerati photored, che da sempre vede soccombente l’ente e bruciare così ingenti risorse che, al momento, ammontano a 7 milioni di euro. Non vorrei che si trattasse di una scelta strumentale, il cui obiettivo non è solo la risoluzione del contenzioso “Photored”, direttamente collegata agli sprechi comunali.
Il contenuto della delibera della Corte dei Conti, fra l’altro, segnala che esistono residui non movimentati, legati a lavori pubblici non completati; motivo per cui il Comune dovrebbe affrettarsi ad aggiornare il Piano triennale ed annuale delle opere pubbliche. Inoltre, l’amministrazione ha fatto ricorso ad anticipazioni di tesoreria per 365 giorni nel corso del 2007, per le quali, a chiusura di esercizio, risulta uno scoperto di 10 milioni di euro. Questa operazione, a parere della Corte, è una vera e propria forma di indebitamento permanente e non può che destare perplessità, “in quanto l’anticipazione di cassa dovrebbe essere normalmente estinta nello stesso esercizio in cui si è fatto ricorso”. Tutto ciò potrebbe portare a carenza di liquidità, incidendo negativamente sugli squilibri di bilancio. La Corte ha anche registrato una flessione nell’accertamento delle sanzioni amministrative per violazione del Codice della Strada ed il recupero dell’evasione tributaria. Rispetto, poi, alle somme che l’ente ha impegnato a favore degli organismi partecipati, dato che cinque di questi hanno chiuso in perdita, la Corte ribadisce il suggerimento, ripetuto ma mai accolto, di rafforzare la vigilanza del Comune sugli organi di gestione degli stessi. Infine, l’organismo contabile rileva il mancato rispetto della Finanziaria 2007 che prevedeva la riduzione delle spese per il personale.
Sono solo alcuni dati dai quali si evince che il bene dell’ente e della comunità reggina passa per un repentino e deciso cambio di rotta da parte dell’amministrazione comunale nel gestire le proprie casse. Il Pd incalzerà la maggioranza affinché quanto deliberato dalla Corte dei Conti non rimanga lettera morta, ma desti quanti non hanno compreso le drammatiche conseguenze di quella che appare un’insana e scellerata gestione finanziaria.
Il consigliere comunale del PD
Dott. Demetrio Martino




