Riceviamo e pubblichiamo
Al di là di ogni facile entusiasmo, di ogni autocelebrazione ed incensamento, di rivendicazioni di “ primogeniture” ( a mio avviso ininfluenti), di ogni forma di esaltazione, è necessario un “illuminante silenzio” che aiuti ad una “ cauta e pacata riflessione”, invece di abbandonarsi tra le braccia di Morfeo in un sogno se pur piacevole.
Non voglio fare il “guastafeste” o lo scettico per presa di posizione, al contrario, voglio semplicemente invitarvi a riflettere serenamente e stimolare tutti a “non mollare la presa”.
Lo so che l’occasione è ghiotta, per tutti i politici, e si presta per fare a gara a chi riesce ad attribuirsene i meriti di un così pregevole risultato o, peggio ancora, per venire fuori da uno stato di “inattività permanente” o, addirittura, per rilanciare “partiti in disgregazione”: abbiate pazienza, abbandonate la fila per la “parata mediatica” ed incominciamo a pedalare.
Diciamo le cose come stanno. E tralascio (volutamente) le “congiunture favorevoli” che hanno portato a far passare, nella commissione Bilancio e Finanze della Camera, la proposta di Reggio quale città metropolitana. per affrontare la questione in maniera serena e spero proficua per tutti.
Allo stato attuale Reggio è (solamente) in potenza ed ipoteticamente, città metropolitana, ma non di fatto ! Sia chiaro a tutti!
In Italia, infatti, l’istituzione di Città Metropolitana, non è ancora stata concretizzata per nessuna realtà: il Governo dovrà provvedere.
Con ciò non voglio, naturalmente, negare o sminuire ciò che oggi rappresenta un momento storico ed importante per la nostra città e non solo per la nostra città.
La futura città metropolitana, rappresenterà un ente amministrativo che andrebbe a “posizionarsi” a metà tra Regione e Provincia, e se a questo aggiungiamo la possibilità della eliminazione delle Province, è consequenziale il ruolo ed i relativi sviluppi che questo ente avrà.
Dico subito, senza paura di essere smentito da nessuno, che la realizzazione di Città Metropolitana rappresenta un traguardo non facile: è necessario, infatti, un impegno “non comune” da parte di tutti (Istituzioni e cittadini) e bisogna seguire un percorso che mai è stato iniziato (anche se sono anni che parliamo di conurbazione, area metropolitana dello stretto).
Infatti in questi anni abbiamo assistito ad incontri (tra Reggio e Messina) tra Province , Comuni, Confcommercio alle quali non è stato mai dato un seguito in termini di costruzione futura.
Per costituire una città metropolitana è necessario innanzitutto, individuare l’area metropolitana e delimitarla. Certamente non potrà essere solo Reggio la città metropolitana in quanto non ha le caratteristiche di quella che noi definiamo metropoli.
Bisogna fare i conti con le realtà socio-culturali delle altre località che confluiranno in questa “città metropolitana”.
Come potete ben comprendere bisogna lavorare, da subito, affinché si crei un diffuso convincimento di un’effettiva appartenenza ad una comunità, più estesa di quella originaria, condividendone problematiche di più ampia portata.
Lo stesso dicasi per un’eventuale Area Metropolitana dello stretto (anche di questo ci si riempie la bocca) che vedrebbe coinvolta la dirimpettaia Messina (già città metropolitana): se non si instaurano da subito rapporti “affettivi ed effettivi” tutto potrebbe rivelarsi inutile !
Non sembra al momento ci siano collegamenti efficaci tra le due sponde (vedi i gravi disagi dei “pendolari dello stretto” che si sono rivolti alla Comunità Europea) cosi come non è acquisito che il Porto di Messina, per noi reggini, dovrebbe essere considerato porto turistico dello stretto, ed allo stesso modo l’Aeroporto dello Stretto dovrebbe essere considerato dai Messinesi come il proprio aeroporto: di conseguenza è necessario vi siano collegamenti veloci (a costo quasi zero) tra le due sponde per incrementare gli scambi economici, culturali e sociali.
In tal senso il ponte sullo stretto potrà essere una risorsa.
Nulla vieta, naturalmente, già da subito una conurbazione tra Reggio e Messina.
Ma il nodo della questione rimane sempre lo stesso: capire e far capire a tutti che si è cittadini se ci si rapporta con le istituzioni ed essere pronti a diventare cittadini di una comunità più ampia.
Ergo! Lavoriamo in tal senso: il resto non dipende da noi a questo punto !
Antonio Nicolò – Capogruppo di Alleanza Nazionale-
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