di Claudio Cordova – Alla ricerca dell’unità, dell’identità e, perché no, del tempo perduto, il Partito Democratico reggino presenta i progetti per il futuro. E il futuro, nella provincia di Reggio Calabria, ha il nome di Giuseppe Strangio, avvocato, capo di gabinetto
del Presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova. E’ lui l’unico candidato, “frutto di una scelta condivisa”, dicono, per l’incarico, gravoso ma stimolante, di Presidente provinciale del Pd.
Il Partito Democratico sceglie, ancora una volta, la strada del candidato unico. Dopo la nomina di Marco Minniti, quale segretario regionale, il 14 ottobre del 2007, e le primarie del movimento giovanile (25 candidati per 25 posti a Reggio Calabria) adesso tocca a Peppe Strangio cercare di portare avanti un programma politico, privo delle difficoltà avute finora dal movimento sorto dall’unione tra Democratici di Sinistra e Margherita.
Questa volta, però, la presenza congiunta di Naccari, Minniti, Bova, che assiste silente tra la platea, e Battaglia, lascia pensare che Strangio possa essere davvero il nome giusto e, soprattutto, il candidato voluto da tutti.
Le primarie si terranno il prossimo 25 gennaio, interesseranno tutti i comuni della provincia nei quali si è svolto il tesseramento che ha raccolto, annunciano dal partito, quindicimila adesioni. Le elezioni avranno luogo dalle 8 alle 20 e nella città di Reggio Calabria verranno allestiti quindici seggi (uno per ogni circoscrizione).
“Le primarie suscitano attenzione e partecipazione”. Esordisce così Peppe Strangio, nei locali di via Lemos, all’incontro, moderato dal giornalista Gianpaolo Latella, al quale partecipa il gotha del Partito democratico reggino. Compreso il Presidente dell’Assise Regionale, Bova.
“Comincia oggi – afferma Strangio – la stagione unitaria del Pd. Il nostro programma abbraccia tutte le problematiche della provincia reggina, che, sicuramente, ha delle criticità: il ripudio della ‘ndrangheta, la sicurezza sociale, la povertà, l’istituzione di un’Area Metropolitana (avviando il dialogo con la Regione Sicilia) la salute e la ricerca”. Proprio sugli ultimi due settori si concentra l’attenzione del presidente provinciale in pectore: “Formazione e valorizzazione del merito, queste sono le nostre parole d’ordine – dice – e in questo senso si inquadra la volontà di approfondire i temi della ricerca, in un laboratorio che si terrà presso l’Università Mediterranea, al quale parteciperanno studenti, professori e dottorandi. Anche la salute – prosegue Strangio – presenta alcune grosse difficoltà: è nostra intenzione lottare per tagliare le liste d’attesa e verificare, dando un contributo fattivo, la situazione del Centro Cuore”. Poi la proposta, strettamente politica: “Abbiamo la volontà – annuncia Strangio – di raccogliere cinquantamila firme per introdurre nuovamente le preferenze nelle elezioni politiche. E’ giusto che la gente scelga i propri candidati”.
C’è anche spazio per rispondere, nuovamente, al senatore Ichino che, negli scorsi giorni, aveva criticato aspramente i voucher promossi dal Consiglio Regionale della Calabria per i giovani laureati. Tale iniziativa, invece, è considerata un fiore all’occhiello per la gestione-Bova: “I voucher concedono una possibilità a tutti – afferma Strangio – e Ichino ha preso una cantonata. Farebbe bene a ritirare la propria interrogazione parlamentare”. Un’interrogazione firmata anche da un deputato calabrese del Pd, la senatrice Dorina Bianchi.
Peppe Strangio raccoglierà il testimone dalla giovane Alessia Zappia che ha traghettato il Partito Democratico fino a oggi: “Con Peppe Strangio – afferma Alessia Zappia – si affermerano i principi di responsabilità e autonomia del pensiero, da sempre propugnati dal presidente Bova”.
La candidatura di Strangio, oltre che dalla lista “A testa alta per la Calabria”, rappresentata da Alessia Zappia, che fa riferimento a Giuseppe Bova, sarà sostenuta, tramite “apparentamento” anche dagli altri due movimenti che concorreranno alle primarie del prossimo 25 gennaio: il Progetto Democratico Meridionale, rappresentato dal consigliere regionale Demetrio Battaglia e i Riformisti, di Demetrio Naccari Carlizzi. “Bisognerà evitare gli errori del passato – ammonisce Battaglia – in modo tale da raggiungere un’unità politica e culturale, a prescindere dalle differenze che esistono in seno al Pd”.
La soddisfazione che aleggia all’interno dei locali di via Lemos viene perfettamente incarnata dalle parole di Demetrio Naccari, assessore regionale al Bilancio della Giunta Loiero: “Oggi lanciamo – dice – un messaggio di fiducia che ci darà la possibilità di accogliere le necessità del partito unico. Servirà un confronto programmatico – aggiunge Naccari – in grado di permettere alla città di raggiungere i propri obiettivi”.
Le conclusioni sono affidate a Marco Minniti, segretario regionale del Pd, deputato, ministro dell’Interno del Governo Ombra: “Dopo il 25 gennaio cambierà tutto – afferma soddisfatto – perché quella di Peppe Strangio è una candidatura autorevole e giovane. Un partito non esiste se non ha visione politica – spiega ancora – per questo sono convinto che la prova di maturità sarà data dai referendum di natura politica, promossi dal partito, in modo tale che sia la gente a dare l’indirizzo politico al movimento”.
E’ certamente un segnale assai significativo vedere, allo stesso tavolo, Naccari, Minniti, Strangio (e quindi l’area Bova) e Battaglia. E’ il segnale che, forse, il Pd ha finalmente trovato un’unità reale.
“Il 25 gennaio chiudiamo la fase nascente del Pd, una fase che, forse, è durata troppo a lungo e che è stata complicata”. E’ questo l’auspicio di Marco Minniti.
E’ questo l’auspicio di tutti.




