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Reggio: “un dono per la vita”

17 Gennaio 2009
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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di Angela Chirico – da
www.sanitacalabria.it  -Fondamentale la formazione del personale e di tutti gli operatori, ginecologi, ostetriche e trasfusionisti, allo scopo di garantire unità cordonali eccellenti per qualità e sicurezza.

A tre anni dalla sua istituzione infatti, la Banca del sangue cordonale di Reggio Calabria ha promosso un corso di formazione e aggiornamento teorico pratico sulla raccolta del cordone ombelicale. Un’ iniziativa questa, ospitata presso l’ Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’ Università Mediterranea, che ha impegnato il personale della Banca e gli addetti ai lavori per un’ intera giornata dedicata all’ approfondimento e al confronto. La Calabria Cord Blood Bank, nata in seguito alla delibera regionale n 339 del Maggio 2004, è attiva dal 14 Gennaio 2006 presso il Centro Unico Regionale Trapianti Midollo Osseo dell’ Azienda Ospedaliera “Bianchi Melacrino Morelli”. A portarne avanti quotidianamente l’ attività, un team tutto al femminile, guidato dalle responsabili medico e biologo Giulia Pucci e Antonella Pontari, supportate dalle collaboratrici Tiziana Moscato, Daniela Marcuccio, Renza Monteleone e Irene Bova. Dopo il conferimento, nel Settembre 2007, del certificato di qualità ISO 9001:2000, attestazione eloquente di un lavoro rigoroso e puntuale, la Calabria CBB è adesso impegnata per il raggiungimento di un nuovo obiettivo, l’ accreditamento di eccellenza FACT (Foundation of Accreditation of the Cellular Therapy). Un traguardo obbligato, dacché gli standard previsti dal FACT, un organismo statunitense, sono stati di recente recepiti dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Sangue, che è la struttura di riferimento, a livello ministeriale, di tutte le banche di cordone. Al momento, tuttavia, solo le banche di Milano e Pavia hanno raggiunto l’ accreditamento. I requisiti previsti dal FACT indicano come necessario impostare l’ attività lavorativa per processi, e assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dell’ unità cordonale attraverso l’ osservanza di procedure operative standardizzate e conosciute e, in specie, attraverso la vigilanza sulla modulistica che compendia l’ intero iter dell’ unità cordonale. L’ attività delle operatrici delle banca si svolge di concerto a quella dei ginecologi, delle ostetriche e dei trasfusionisti; a questi operatori è indirizzato il percorso di formazione obbligatoria, che secondo la normativa deve essere documentata, verificata, basata su linee guida e protocolli operativi definiti in ambito nazionale, e inserita in un sistema di gestione di qualità. Questi dunque gli obiettivi della formazione: fornire dati e conoscenze al personale sanitario; diffondere la cultura della donazione solidaristica tra i cittadini; e, soprattutto, garantire un prodotto perfetto sotto il profilo della qualità e della sicurezza. La Calabria Cord Blood Bank è una delle 18 banche riconosciute ed attive sull’ intero territorio nazionale, risultando inserita nell’ Italian Cord Blood Network. Dopo gli ottimi risultati del 2006, con 836 unità raccolte, nel 2007 si è registrato un decremento (544 unità raccolte) dovuto soprattutto a problemi di trasporto, mentre nel 2008 il dato si è attestato a 797 unità. La percentuale di bancaggio è circa del 13%, in linea con la media nazionale. Nell’ anno appena trascorso, inoltre, le donazioni sono aumentate del 49%, le unità bancate del 30%, e il richiamo delle mamme donatrici dopo i 6-12 mesi ha raggiunto il 70%. Il bilancio presenta tuttavia anche alcuni punti di criticità, ovvero un numero di unità raccolte di molto inferiore al numero di parti annui, un’ informazione che non ha ancora raggiunto tutti gli operatori sanitari, e un’ impegno spesso limitato a singoli operatori e non esteso alle strutture. In occasione del Corso di formazione, l’ ADISCO Calabria , presieduta da Franca Arena Tuccio, che da sempre supporta l’ attività della banca, ha assegnato un premio rispettivamente ai tre migliori centri segnalatisi per l’ impegno degli operatori nella realizzazione del Progetto e per l’ applicazione delle procedure operative, atte a migliorare il prodotto raccolto. Il riconoscimento è stato conferito alla Casa di cura “Villa Aurora”, all’ Ospedale A.S. n 6 di Lamezia Terme, e al Policlinico “Madonna della Consolazione”. Attestazioni di merito, anche, ad altri tre centri di raccolta, a dieci servizi trasfusionali e al personale ostetrico. Infine, una targa al Sindaco Giuseppe Scopelliti e alla Consigliera di Parità della Provincia di Reggio Calabria Daniela De Blasio.   

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