”Anche in una citta’ come Reggio Calabria esistono i presupposti per la nascita di una associazione antiracket”. Lo ha detto il presidente onorario della Federazione antiracket italiana, Tano Grasso, dopo aver incontrato, insieme al Commissario straordinario antiracket, prefetto Giosue’ Marino, i vertici della magistratura, delle forze dell’ordine e delle istituzioni reggine. Grasso ha parlato di una situazione ”molto positiva in Calabria in materia di antiracket. L’esperienza di Lamezia Terme, di queste ultime settimane, dove e’ in corso un processo che vede come testimoni alcuni imprenditori taglieggiati dal racket, ha aperto uno squarcio sulla realta’ calabrese. E’ un’esperienza estremamente positiva che bisogna fare in modo di allargare ad altre realta’ della regione. Penso, dunque, a Reggio Calabria come una citta’ dove far nascere una associazione antiracket sul modello, ad esempio, di quanto avvenuto a Palermo”. Secondo Grasso, ”la presenza di una associazione antiracket serve per incoraggiare chi non ha la forza di denunciare l’estorsione subita. E’ ormai dimostrato che chi ha denunciato, attraverso l’associazionismo antiracket, non e’ mai stato interessato da alcun atto di rappresaglia”.




