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Polistena: lettera Cisl su sala operatoria

30 Gennaio 2009
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
0

Riceviamo e pubblichiamo:

Di seguito la lettera del segretario aziendale della Cisl

Al Direttore Equipe Sala Operatoria s.o. Polistena
Al Dirigente Sanitario s.o. Polistena
Al Direttore D.A.O. ASP di Reggio Calabria
Al Direttore Sanitario ASP Reggio Calabria

A distanza di oltre un anno dall’ accordo in merito all’accorpamento sperimentale dell’equipe di sala operatoria del p.o. di Polistena e alla contemporanea attivazione della guardia attiva, dobbiamo richiamare alla loro attenzione la situazione al limite del collasso, con le inevitabili ed immaginabili conseguenze che si potrebbero verificare.
Nell’accordo sottoscritto in sede di delegazione trattante dell’ex-ASL n. 10, per l’attivazione della guardia attiva si parlo della costituzione di un “blocco operatorio” che prevedesse il servizio attivo h. 24, di un unumero adeguato di: anestesisti, dei tecnici di anestesia, degli strumentisti, degli addetti alla sterilizzazione e del personale di supporto.
Solo per una situazione di emergenza e per far partire questo “progetto sperimentale” da sottoporre a verifica a distanza di tre mesi, si raggiunse l’accordo per n. 23 infermieri-strumentisti e due coordinatori.
L’ accorpamento doveva essere accompagnato da un adeguato processo formativo, essendo presenti all’interno dell’Ospedale di Polistena quattro specialità assolutamente e completamente diverse per attrezzature e materiali utilizzati, oltre che per le metodiche di intervento.
Nel mese di novembre 2007, con 21 unità di personale e 1 solo coordinatore, è stato fatto partire l’accorpamento delle equipes di sala operatoria.
A distanza di oltre un anno dall’inizio dell’accorpamento il previsto periodo formativo/affiancamento non è mai stato messo in pratica; tant’è che ancora oggi il chirurgo presente in sala operatoria spessissime volte chiede la presenza del personale già appartenente al suo reparto, chiamando talvolta, finanche il reperibile.
Questa situazione ha prodotto lagnanze di quasi tutti i vari Responsabili delle branche chirurgiche, che sono intervenuti anche con lettere scritte.
Per tutte le altre cose che avrebbero dovuto costituire il “blocco operatorio” (sterilizzazione, tecnici di anestesia, eccetera) ancora oggi non sono mai state attivate.
E’ evidente che la situazione sopra descritta in maniera superficiale rappresenta solo l’iceberg di una montagna di disfunzioni e disservizi, con ricadute di responsabilità certamente non imputabili al personale strumentista, che potrebbero sfociare in gravissimi episodi.
Altra nota dolente è la carenza, in molti casi mancanza, del personale OSS. Infatti le sole due unità attualmente dislocate presso le sale operatorie non possono garantire il normale svolgimento delle attività.
Ma nonostante tutto, grazie allo spirito di abnegazione del personale operante in sala operatoria, molto spesso sono state attivate tre sale operatorie anche in presenza di un numero insufficiente di strumentisti.
Tutto questo nonostante le linee guida emanate sia dall’ISPSEL che dal Ministero della Salute, prevedono la presenza, almeno, di due unità strumentisti di cui una che presti la propria attività al tavolo e l’altra fuori campo.
Inoltre la mancanza di un regolamento per l’utilizzo delle sale operatorie fa acuire notevolmente le problematiche preesistenti.
Pertanto, alla luce delle considerazioni sopra espresse,
si chiede
1)la verifica stabilita al momento della contrattazione sull’andamento dell’ attività operatoria alla luce dell’accorpamento intervenuto, essendo abbondantemente trascorsi i tempi di verifica prevista;
2)di ritornare al sistema precedente l’accorpamento, con l’equipe di sala operatoria di specialità, che potrebbero essere funzionalmente accorpate per la fornitura e gestione unica delle sale operatorie, ma che dovrebbero essere di specialità e settorializzate. In alternativa, nel caso in cui si ritenesse di continuare con l’accorpamento delle equipe, si chiede di istituire il “blocco operatorio” con anestesisti, tecnici di anestesia e addetti alla sterilizzazione, strumentisti e OSS, in numero adeguato in maniera tale da garantire la reale guardia attiva delle sale operatorie.
Resta bene inteso che eventuali disfunzioni derivanti dalla situazione sopra descritta, (dalla mancanza di materiale specialistico, eccetera), non potranno essere addebitate al personale della sala operatoria a cui, certamente, non possono essere addebitate responsabilità non ricadenti in capo agli stessi.

Il Segretario Aziendale (Francesco Politanò)

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