Gabriele Limido, con un’interrogazione presentata al presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova, entra in merito al controverso e contestato concorso pubblico a 170 posti del Consiglio, bandito una prima volta nel novembre del 2004, poi bloccato e contestualmente riaperto con la delibera dell’Ufficio di presidenza il 27 dicembre 2007. È stato descritto come il concorso della trasparenza, dopo una lunghissima serie di bandi regionali che definirli truffaldini è poca cosa. Con grande clamore mediatico sono stati mobilitati stampa e tecnologia per la correzione dei test, proprio a testimoniare la bontà delle procedure. Ma proiezioni, videoconferenze, lettori ottici e giornalisti, con funzioni notarili, non hanno fugato il dubbio che forse nell’espletamento del concorso c’è stato qualcosa di poco chiaro. Ma andiamo per gradi. Con determina n. 487 del 26 novembre 2004, il direttore generale del Consiglio Regionale ha bandito il concorso per la quale i termini di presentazione delle domande sono scaduti il 31 gennaio 2005. A tale data sono pervenute 48.983 domande di partecipazione. L’articolo 7, comma 1 del bando di concorso, definiva che la sede di svolgimento delle prove d’esame, ed il relativo orario, sarebbero state comunicate ai candidati il giorno 31 gennaio 2005 mediante un avviso pubblico affisso presso l’Albo del Consiglio Regionale della Calabria e diffuso nel sito internet indicato nell’articolo 4, comma 1. In realtà, in tale data, nessuna comunicazione del concorso è avvenuta. E il sito internet indicato dal bando: “www.regione.calabria.it” è stato sostituito, circa tre anni dopo, senza alcun annuncio, sull’indirizzo: “www.consiglioregionale.calabria.it”, sviando i candidati e impedendogli di avere così un’adeguata informazione a causa dell’assenza di pubblicità. Prova ne è stata la scarsissima partecipazione, meno del 18%, degli oltre 48 mila candidati, di cui nomi ricorrenti a più concorsi, molto verosimilmente informati dai singoli consiglieri regionali. A tutto questo si aggiunge che la prova preselettiva, effettuata su dei test a risposta multipla, risulta assolutamente deficitaria di trasparenza poiché il concorrente avrebbe dovuto conoscere il risultato in tempo reale, come solitamente avviene nei concorsi pubblici normali, mentre la correzione è avvenuta dopo giorni. Il consigliere si chiede inoltre se le procedure concorsuali sono state riprese in assenza di piano triennale del fabbisogno del personale vigente e quali iniziative intende intraprendere il Consiglio Regionale in merito alla immediata revoca del bando di concorso e la riapertura dei relativi termini per offrire la possibilità a quanti non sono stati adeguatamente informati di poter partecipare. Al tempo stesso, si farà promotore della formazione di un Comitato di azione a tutela dei partecipanti, viste le tante richieste pervenute a la Destra Calabria da parte dei concorrenti raggirati. Infine, si preannuncia la richiesta, per il tramite di organi parlamentari, dell’intervento del ministero della Funzione pubblica, del ministero di Grazia e Giustizia e di altri Organi di controllo per i fatti evidenziati e a tutela di tutti i concorrenti.




