Giuseppe De Stefano, il boss della ‘ndrangheta arrestato dagli agenti della squadra mobile a Reggio Calabria, aveva perso, proprio per la sua condizione di latitante, la patria potesta’ sui suoi due figli. La decisione era stata adottata dal Tribunale dei minori di Reggio Calabria che aveva motivato sostenendo che ”il padre finora appare essere rimasto estraneo all’educazione dei figli, che e’ stata gestita totalmente dalla moglie. Il suo prolungato stato di latitanza ha privato i figli dell’ineliminabile figura paterna e del ruolo che essa e’ chiamata a svolgere nell’equilibrata formazione del carattere”. I giudici del Tribunale dei minori hanno sostenuto che la latitanza di De Stefano ha condotto ad una ”pressoche’ sua totale assenza dalla vita dei figli e, quindi, in un atteggiamento che per i suoi gravi effetti sui figli medesimi, deve essere sanzionato con la perdita della potesta”’. Giuseppe de Stefano e’ figlio di Paolo, gia’ a capo della cosca, che venne ucciso in un agguato nel 1985.(ANSA).




